Fernando Cuccu è sindaco di Villamar dal maggio 2016. Lo abbiamo incontrato per fare il punto della situazione sulla legislatura dell’amministrazione comunale da lui presieduta da tre anni e, al contempo, per capire a fondo gli obiettivi che il gruppo di maggioranza intende perseguire nei restanti due anni.
Signor sindaco, quali sono le sue impressioni in questa prima parte di mandato?
Sono soddisfatto. Il paese ha ripreso a camminare e, all’orizzonte, si intravedono buoni segnali. Il primo dei tre anni, è quello in cui ho provato le maggiori difficoltà. Su tutte, la questione più complessa da gestire è stata la cessione dell’immobile, prima di proprietà della Fondazione (società partecipata del Comune ndr), dell’attuale clinica cardiologica Arborea. La sua vendita è stata un grande risultato: con essa siamo riusciti a evitare il tracollo finanziario del Comune e gettare le basi per un progetto fondamentale di sviluppo socio-economico.
A proposito: l’annuncio dell’imminente apertura è stato fatto lo scorso dicembre, mentre dall’inaugurazione è già passato qualche mese. La clinica Arborea, tuttavia, non ha ancora aperto i propri battenti. Come mai?
Il Comune ha fatto la sua parte; la società Orphea ci ha comunque comunicato che l’obiettivo è quello di iniziare con le attività per giugno o, nella peggiore delle ipotesi, entro l’estate.
Si è parlato a lungo del fatto che, al di là della valenza medica della struttura, la clinica avrebbe portato con sé anche un bel po’ di nuovi posti di lavoro. Cosa può dirci a proposito?
Alcune assunzioni sono già state fatte, altre arriveranno. Non appena la struttura entrerà a regime, si dovrebbero creare fra i 50 e i 60 nuovi posti di lavoro, di cui una parte sarà composta da personale del paese.
Oltre ai nuovi dipendenti della clinica, si creerà, presumibilmente, un indotto economico che graviterà attorno alle attività dell’ospedale. Come amministrazione avete già pianificato alcune strategie in tal senso?
Ci stiamo attivando, ma al momento è preferibile non scoprire le carte: solo quando saremo sicuri di poter realizzare i nostri intenti, potrò essere più preciso. Posso però anticipare, riguardo a ciò, che stiamo lavorando su un progetto che contempla due focus: uno di tipo “socio – assistenziale” e l’altro di “gestione dei beni culturali”. Faremo di tutto, una volta avviati questi percorsi, perché vi sia poi il maggior coinvolgimento possibile per le imprese locali e i cittadini.
Ha citato i beni culturali. In campagna elettorale metteva la fruibilità della necropoli punica come perno centrale attorno al quale far sviluppare l’attrazione turistica nel paese. Dopo il finanziamento da un milione di euro ricevuto dal Comune per il completamento dell’opera, lei sottolineò che per raggiungere l’obiettivo ne sarebbero però stati necessari altri 500 mila. C’è qualche novità in tal senso?
Per quanto riguarda il finanziamento da un milione di euro, posso dire che entro la fine dell’anno chiuderemo la gara d’appalto, sperando, di lì a poco, di riuscire iniziare i lavori. Per la restante somma (500 mila euro ndr) invece ci stiamo attivando, attraverso l’Unione dei Comuni, per la richiesta di un mutuo. In due anni contiamo di raggiungere l’obiettivo prefissato e rendere quindi fruibile la necropoli. I nostri due ingegneri comunali stanno seguendo tutti i passaggi burocratici del caso. Oltre a questo progetto, stanno lavorando anche su quello del nuovo campus scolastico, altro importante obiettivo.
Sulla questione campus qual è invece l’attuale situazione?
Il vecchio progetto del campus dell’Unione della Marmilla, di ben 9 milioni di euro, è stato abbandonato per disaccordo fra le amministrazioni locali del territorio. Una scelta folle a mio modo di vedere, che tuttavia appartiene al passato. Abbiamo ora intrapreso una nuova strada con altri sette comuni (Villanovaforru, Segariu, Siddi, Villanovafranca, Setzu, Las Plassas e Genuri): per una somma di 4 milioni e 800 mila euro (finanziamento all’Unione ndr) riammoderneremo e amplieremo l’attuale scuola secondaria di Villamar che, terminati i lavori, potrà contare su una struttura di 24 classi dove, oltre alle primaria dei paesi citati, confluiranno anche le scuole secondarie. Siamo ancora, tuttavia, in una fase embrionale del progetto.
Per quanto riguarda le strutture sportive, invece, a che punto siamo?
Improbabile, contrariamente a quanto avrei sperato, che possano terminare i lavori del nuovo campo in erba sintetica per il prossimo settembre, in tempo per l’inizio della nuova stagione calcistica.
Riuscirà invece la palestra comunale, da vent’anni vero e proprio “mostro ecologico”, a vedere finalmente la “luce”?
Riprenderemo a breve i lavori per terminare la copertura. C’è però di più: per le rifiniture e l’acquisto delle attrezzature, ultimo tassello di questo tortuoso percorso, siamo in dirittura d’arrivo per poter disporre di un finanziamento ministeriale.
Il progetto “Villamar coltiva” per la diversificazione delle colture nel vasto agro del paese continua a essere un vostro obiettivo?
Assolutamente sì. Vogliamo stimolare la nascita di nuove nicchie di mercato, quali: cavolfiore (di cui in passato il nostro paese era grande produttore), miele, mandorle e altre colture ortive di vario tipo. Abbiamo impegnato una cifra di 10 mila euro per coloro che sposeranno quest’iniziativa: 150 euro per chi coltiverà 30 are e 1.000 euro per chi, invece, ne impegnerà 40.
Fra due anni ci sarà una nuova tornata elettorale: vox populi chiede che la futura amministrazione sia composta soprattutto da giovani.
Il nostro gruppo di amministratori è già composto da tanti giovani interessanti: un bel gruppo di persone con cui siamo sinora riusciti a lavorare in un ambiente propositivo e dinamico. Il mio auspicio va però oltre: sono in contatto con diversi giovani emigrati; spero che qualcuno di loro possa rientrare a Villamar e mettere a disposizione della comunità le proprie virtù e conoscenze apprese negli anni in cui sono stati lontani da casa.
Nel 2021 avrà 66 anni: sarà ancora lei il candidato a sindaco?
Se fosse necessario, mi farei da parte sin da subito: tuttavia credo sia ancora troppo presto per rispondere a questa domanda.
Tante idee e diversi progetti sul tavolo. Lei, fra l’altro, si dice ottimista sul futuro. Sembra proprio che le furiose liti dei primi anni duemila fra maggioranza e opposizione, venute meno nelle due legislature di Pier Sandro Scano e nella sua, appartengono a una pagina del passato.
Per noi, come ho sempre detto, mantenere un equilibrato confronto con la minoranza e tutti i cittadini è sempre stato e rimane una priorità. In democrazia, fra l’altro, credo sia fisiologico che vi siano periodi di maggiore “conflitto” rispetto ad altri. Per natura non sono catastrofista: anzi, nutro grande stima per il “popolo villamarese” e le sue virtù e riconosco che in tanti stanno apprezzando il nostro lavoro. Il nostro paese ha una grande risorsa che è la presenza di tante associazioni come pochi altri paesi del territorio possono vantare: stiamo facendo di tutto, soprattutto con la Pro loco che è fra i principali interlocutori dell’amministrazione, perché l’unione fra le rappresentanze di popolazione sia quanto più coesa possibile. Sottolineo, a tal proposito, una frase che la scrittrice Michela Murgia, in una recente visita nel paese, ha più volte messo in evidenza e che, avendola apprezzata, vorrei condividere con i concittadini: «Nessuno da solo – ha detto Murgia – per quanto più bravo e più grande, potrà mai vincere: solo insieme si possono raggiungere i traguardi più importanti».
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