7.705 ettari e 200 km di costa, dieci i comuni interessati, 4 milioni di euro la dotazione iniziale. Otto comuni dell’Oristanese più quelli di Arbus e Guspini, l'Assessorato regionale dell'Ambiente, la Provincia di Oristano e il Consorzio di Bonifica Oristanese hanno sottoposto a firma a Oristano nella sede Universitaria – Consorzio Uno di via Carmine il contratto attraverso il quale si impegnano per la tutela delle zone umide del Golfo di Oristano e della penisola del Sinis. Presenti alla firma i sindaci dei dieci comuni che hanno aderito al “Progetto Maristanis”, l'assessore regionale dell'Ambiente Gianni Lampis, l'amministratore straordinario della Provincia di Oristano, Massimo Torrente, e il presidente del Consorzio di Bonifica d'Oristano Carlo Corrias. Una nuova iniziativa va dunque ad arricchire la programmazione territoriale dei comuni che si affacciano sul Golfo di Oristano. Il “Progetto Maristanis” si pone infatti come obiettivo la valorizzazione e il miglioramento ambientale e paesaggistico delle zone umide marino – costiere dell’oristanese.
Il territorio del Golfo vanta settemila settecentocinque ettari di zone umide Ramsar di importanza internazionale che si sviluppano lungo i 200 km che da Capo Mannu si estendono sino all’area lagunare di Marceddì-San Giovanni. Gli stagni interessati sono: Sale Porcus, Cabras, Mistras, Pauli Maiori, S’Ena Arrubia, Corru S’Ittiri, San Giovanni e Marceddì. L’iniziativa rappresenta uno strumento indispensabile per una migliore tutela e gestione delle zone umide del Golfo di Oristano sotto la cui giurisdizione ricade oltre il 60% dell’intero patrimonio della Sardegna coinvolge ben undici comuni: Arborea, Arbus, Cabras, Guspini, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo San Vero Milis, Santa Giusta e Terralba.
“Con il contratto delle zone umide marino-costiere dell’Oristanese, nell’ambito del ‘Progetto Maristanis’, poniamo le condizioni per la tutela e valorizzazione delle qualità ambientali e paesaggistiche e per una gestione integrata delle zone umide. Una crescita dei territori che hanno deciso di puntare sulle peculiarità ambientali anche come opportunità di sviluppo”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente , Gianni Lampis, in occasione della firma, a Oristano, sul documento sottoscritto alla cui firma era presente anche l’assessore all’Industria Anita Pili. “ Tra gli obiettivi , aggiunge l’assessore, c’è anche una sfida che ha una particolare valenza culturale: creare il primo golfo dove sia bandita la plastica monouso. Azione fondamentale per contribuire a combattere l’inquinamento delle nostre acque e che presto dovrà essere estesa a tutta l’isola”.
Il comune di Arbus vi ha formalmente aderito un con voto unanime dando così anche un forte segnale di continuità amministrativa dal momento che l’inizio dell’iter procedurale risale al 2018 .
«Nonostante la straordinaria biodiversità i siti che cingono il Golfo di Oristano hanno sempre sofferto l’assenza di un gestione organica - dice nel corso del suo intervento consiliare l’Assessore all’Ambiente Simone Murtas -. Grazie al co-finanziamento della Fondazione MAVA, fondazione privata svizzera, dal 2017 la Fondazione MEDSEA coordina le attività di tutti i soggetti inclusi nel progetto Maristanis che sono la Regione Autonoma della Sardegna attraverso l’Assessorato all’Ambiente, la Provincia di Oristano, l’Area Marina Protetta “Penisola del Sinis-Isola Mal di Ventre” e le 10 municipalità fra cui il nostro comune , toccato dalle zone umide e il FLAG Pescando che è il gruppo di azione locale».
«Esprimo grande soddisfazione per questo risultato - dichiara l’ex sindaco Antonello Ecca – Motivo di grande orgoglio per il nostro territorio perché scelto dall’Associazione MAVA tra altri 32 progetti. l progetto vuole tutelare le specie animali, l’habitat ma contestualmente ridurre quelle che sono le azioni negative dell’eccessivo sfruttamento da parte dell’agricoltura, dei fiumi, delle acque ecc. Inoltre quello di salvaguardare l’ area sic di “Corru S’Ittiri e San Giovanni presente nel territorio dei comuni di Arbus e di Guspini naturalmente con l’opportunità di lavoro per tantissime persone».
«Sono ben ventotto le azioni presenti all’interno di questo progetto di intervento. Una programmazione partecipata venuta dal basso in puro stile anglosassone - ricorda la consigliera Annita Tatti – e uno di questi interventi, di grande importanza per il nostro territorio, interesserà la borgata di Sant’Antonio di Santadi che vedrà una riqualificazione paesaggistica come punto di snodo tra l’arburese e l’oristanese».
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