>Francesca Tuveri (1981) lavora come ricercatrice all'Università di Cagliari. Dal 2011 milita in Sinistra Ecologia Libertà. Nel 2015 è tra i più votati alle elezioni comunali di Guspini nella coalizione di Centrosinistra, viene quindi nominata Assessora alla Pubblica Istruzione, Cultura e Turismo dal Sindaco Giuseppe De Fanti. Le abbiamo rivolto dieci domande.
Eletta in Consiglio Comunale e subito chiamata in Giunta: qual è stata la prima impressione? Gratitudine: ho sentito, più forte, il senso di responsabilità e dovere verso gli altri, perché in questo Paese, dove le opportunità sono molte ma disuguali, serve lasciare esempi. E restituire speranza. Il primo periodo sentivo l'ansia di voler avere tutto sotto controllo, di acquisire tante competenze in poco tempo. E questo pur avendo trovato un'ottima sponda sia negli uffici comunali sia nei colleghi di Giunta e avendo già conosciuto alcuni aspetti della “macchina amministrativa” di cui riconosco il valore e, a volte, l'eccessiva contorsione.
Siamo a metà mandato: è soddisfatta del lavoro svolto?
Le cose fatte sono tante, piccole e grandi: dal Servizio Civico Comunale all’Abitare Diffuso; dalla Comunità Protetta al Centro di Aggregazione Sociale e alla riapertura della Tana dell’orsetto; dal parcheggio di via Matteotti – aprirà presto – alla riqualificazione degli spazi verdi e della viabilità, agli interventi sugli edifici scolastici e sugli impianti sportivi; dalla risoluzione del contenzioso con Abbanoa con l’introito, per il Comune, di oltre 1.200.000,00 Euro, alla chiusura della causa con l’Agenzia delle Entrate per l’acquisizione gratuita de Su Legau; fino all’Unione dei Comuni. Dai trasferimenti di risorse alle Scuole e per il diritto allo studio, al servizio mensa con agevolazioni per le fasce più deboli e alle borse di studio per le scuole secondarie. Con le scuole abbiamo inoltre promosso varie iniziative per favorire l’inclusione e la partecipazione degli studenti più piccoli – coinvolti nel percorso “Io tifo positivo” in collaborazione col Cagliari Calcio – e più grandi, da Monumenti Aperti alla rassegna dedicata a Grazia Deledda. Abbiamo riaperto l’Archivio Storico; la Biblioteca Comunale è stata sede di progetti del Servizio Civile Nazionale, di tante attività e della rassegna #culturaction. Abbiamo finanziato il progetto dell’Arci “Il Treno della Memoria” e portato a casa, in un settore povero come la cultura, diversi finanziamenti pubblici per la messa a norma e l’allestimento di spazi culturali, il rinnovo della cartellonistica turistica e la tutela di edifici storici. Forte è l’impegno verso la comunità nel mantenere solido l’impianto dei servizi e potenziarli; sono fiduciosa che il meglio debba ancora essere scritto.
La minoranza propone un referendum sulla provincia cui Guspini debba aderire. Che ne pensa?
La primavera scorsa il Consiglio discusse della necessità di indire una consultazione sulla “scelta della provincia del Sud Sardegna (sede Carbonia) o di Oristano (sede Oristano)”. Siamo già d’ufficio nella ex-provincia di Cagliari, che ora si chiama “Sud Sardegna”, e ancora non è stato definito il capoluogo né la data delle elezioni. Stiamo lavorando al regolamento sui referendum comunali perché riteniamo importante la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Gli enti intermedi sono necessari: è la dimensione territoriale la principale casa della democrazia. Questa è anche la prospettiva della legge regionale di riordino degli enti locali; le politiche di sviluppo saranno in capo alle Unioni dei Comuni; le Province porteranno invece avanti solo tre servizi: scuole, strade e ambiente. Far parte della provincia di Oristano si tradurrebbe semplicemente nell’avere come ambito di riferimento un Ente piuttosto di un altro. Ben poco, insomma. Si guarda il dito e si dimentica la luna: le manutenzioni sono al palo e si rischiano danni peggiori con scuole e strade fatiscenti. Il cuore della questione è semmai la scarsità di risorse.
È stata istituita l’Unione dei Comuni Monte Linas-Dune di Piscinas: quali sono i servizi che le saranno attribuiti?
L'Assemblea dell'Unione Monte Linas-Dune di Piscinas ha approvato il proprio Statuto con l’obiettivo di promuovere l’integrazione dell’azione amministrativa, di migliorare i servizi e di ottimizzare le risorse finanziarie, umane e strumentali. All’Unione verranno trasferiti lo sportello Suape, l’istruttoria paesaggistica, la compatibilità idraulica e geologica sulle pratiche edilizie, la gestione e la formazione del personale, la polizia locale e il recupero crediti.
Quali interventi avete previsto per la valorizzazione dei beni culturali? E di Montevecchio?
Per il compendio minerario di Montevecchio, la cui gestione è in crescita con 11.000 visitatori nel 2017, abbiamo messo a correre, in un terreno arido di risorse economiche, energie e progetti su bandi pubblici che potessero dare respiro all’azione politica. Dato il groviglio burocratico sulla proprietà degli immobili, si è stabilita con Igea una “concessione in utilizzo” delle strutture del percorso turistico dando così impulso all’iter del passaggio di proprietà da IGEA ai Comuni: è in parte concluso il ripristino della Galleria Anglosarda che sarà riaperta dopo anni di chiusura. Tuttavia vi sono problemi che il Comune, da solo, non può affrontare: serve una strategia “centrale” per superare i limiti dell'insularità e di una rete infrastrutturale debole, come lo sono i collegamenti aerei e ferroviari. Sono già fissati, col supporto del Parco Geominerario, una serie di interventi su alcuni immobili e aree del sito, in primis la Palazzina della Direzione. Il risanamento dei luoghi – sono in corso le tanto attese bonifiche ambientali! – è la precondizione per riequilibrare il rapporto tra tutela e valorizzazione turistica. A questo si aggiunga il dialogo con il Comune di Arbus per una gestione unitaria del sito di Montevecchio in un sistema territoriale. Abbiamo lavorato e lavoriamo a una serie di eventi culturali, come le Giornate Europee del Patrimonio, e all'attivazione di diverse convenzioni con Scuole e Università: sono le politiche educative a creare le condizioni per uno sviluppo duraturo, in un modello di governance che coinvolga Comuni e imprese per offrire un prodotto turistico strutturato, capace di attrarre visitatori in tutto l’arco dell’anno.
Guspini ha un notevole patrimonio archeologico, su tutti Neapolis: quali sono gli interventi previsti?
Il sito archeologico di Neapolis era fino ad un anno fa gestito dall'Ati Ifras (che oggi non esiste più). Nel 2016 lo abbiamo riaperto al pubblico in occasione di Monumenti Aperti. Nel 2017 abbiamo concluso l’acquisizione delle aree annesse al sito di Santa Maria di Nabui. Dialoghiamo con la Soprintendenza dei Beni Archeologici per il recupero del sito affinché venga inserito in un contesto che abbracci, attraverso la zona lagunare, il guspinese e il terralbese.
Perché gli enti coinvolti nella gestione dei beni culturali non riescono a fare rete? Quali sono le potenzialità del settore?
La riforma costituzionale del 2001 ha affidato alle Regioni la competenza esclusiva sulla promozione turistica, con effetti discutibili: in assenza di chiare linee-guida, poche sono state capaci di “vendersi” in modo efficace. Le destinazioni che hanno fatto meglio nel periodo post-crisi sono quelle che hanno programmato investimenti più efficaci e hanno migliorato i network dei collegamenti aerei e non solo. In Italia si vive l'andamento del settore con un “ingiustificato senso di appagamento”, una non consapevolezza delle sue potenzialità, visto che dà lavoro a 2,7 milioni di addetti, molti dei quali precari. La crescita dell'industria turistico-culturale italiana è al di sotto delle performance dei concorrenti europei con il risultato che noi perdiamo quote di mercato.
Era prevista la nomina, mai arrivata, di un quinto assessore in Giunta. Perché non si è proceduto?
Al momento non si è considerata questa possibilità ma nel futuro prossimo credo che il Sindaco non la escluda.
Quali sono i rapporti con la minoranza consiliare?
I rapporti sono civili, anche se l'approccio a certe questioni marca una naturale distanza di visioni politiche. È però importante che la politica si eserciti anche attraverso un'opposizione, che si crei gradualità e complessità nel dibattito: la diversità è una grande fortuna sociale.
E all’interno della maggioranza?
La nostra è una coalizione di CentroSinistra, non certo una “grosse Koalizion”! Con la Maggioranza il rapporto è forte di principi e valori comuni. Sono per le connessioni, contro i muri, le “competenze blindate” e le certezze aprioristiche. Non mi formalizzo davanti a una tessera politica diversa, dato che ho imparato a valutare l'essere di Sinistra sulla base di “parole, opere e omissioni”: la vera sfida è sentire, come fossero nostri, i bisogni altrui. È l'attenzione alle disuguaglianze la “lente” attraverso cui definire la Sinistra oggi.
Walter Tocco
© Riproduzione riservata