Funtanazza più pulita e accogliente : la classe operaia va ancora in paradiso


di Gianni Vacca
Funtanazza nell’estate 2021 recupera parte del suo fascino. Il turista a giudicare dalle presenze sempre più numerose gradisce: la bellezza è vero non invecchia mai soprattutto quando questa  viene sottoposta da parte della proprietà come recentemente accaduto a un’interessante e utilissima azione di bonifica. Gli interventi di riqualificazione effettuati  nelle aree maggiormente utilizzate restituiscono così a “una classe operaia che cerca ancora il paradiso” una splendida baia con acque cristalline e incontaminate  e un clima più vacanziero e spensierato. Certo rimangono ben visibili le ferite e gli elementi di degrado che ne hanno caratterizzato la storia negli ultimi decenni ma nulla a che vedere con la situazione venutasi a creare nel più  recente passato fortemente  evidenziata la scorsa estate dal nostro giornale con un articolo inchiesta dal titolo: “La Funtanazza Liberty e Vespasiana dell’estate 2020”. Improponibile sotto tutti i punti di vista un raffronto con la drammatica situazione vissuta da questa bellissima porzione di Costa Verde la scorsa estate, stagione nella quale questa baia piena di colori e di ricordi, è rimasta anarchicamente senza nessun controllo e invasa  dalla sporcizia. Le enormi aree adiacenti le discese a mare sono state tutte bonificate e ripulite.  Interdette le soste selvagge dei camper come pure vietato  il posizionamento di tende e accampamenti. A giorni verranno installati i bagni, compresi quelli per i disabili così come pure sono stati garantiti ai disabili e alle donne in “dolce attesa” parcheggi gratuiti. In  funzione un chiosco con paninoteca e possibilità di brevi consumazioni su dei tavolini vista mare. Recuperata e rimessa a nuovo tutta la sentieristica che ci accompagna verso la spiaggia come  pure la strada di accesso che porta fino alla ex “Casa al mare Francesco Sartori” sottoposta a un discreto maquillage che ne ha decisamente migliorato le condizioni del manto  fino ad allora pieno di enormi buche. E’ vero quest’anno chi frequenta Funtanazza, per lo più classico turismo di prossimità di tipo familiare, ha avuto la sgradita sorpresa dei parcheggi a pagamento che la proprietà, la Riva di Scivu che fa capo a Renato Soru, ha affidato per la gestione a un privato ma l’esborso, si sa mai fatto volentieri,  viene  in qualche maniera compensato dalla riqualificazione dell’area. Tutto questo in attesa che prevalga il “buon senso” e si dia finalmente corso in questo sito mozzafiato carico di ricordi ma anche di straordinarie potenzialità, alla nascita di un nuovo e moderno complesso turistico di tipo alberghiero che proprio in nome e in onore del suo passato, del duro lavoro in miniera, di malattie professionali, di tante giovani vite strappate ai loro cari,  potrebbe rappresentare per il territorio e il suo enorme bacino di disoccupati un nuovo momento di rinascita.  

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