di Sandro Renato Garau
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Sandro Renato Garau[/caption]
Raccontare di un mare color smeraldo potrebbe essere una banalità per chi abita non lontano dalle coste sarde, lodate, premiate, incontaminate… ma… A caso, ancora si sono spenti i fuochi delle polemiche sulla colonia di Funtanazza, dove sono intervenuti in molti soggetti: chi ne avevano titolo e altri che non lo avevano.
Ieri, si ieri la struttura era lì, immersa nella sua pineta, con i suoi infissi inesistenti, buchi che guardano il mare e che fanno intravedere a sprazzi un pezzo di cielo, i blocchetti in cemento, molto ecologici provano a chiudere i varchi della recinzione e degli ingressi, violati in tutti i modi da curiosi e, si dice, qualche nostalgico che ha trascorso qualche periodo estivo durante la sua infanzia perché figlio di minatore. Si parla tanto e si scrive anche molto di coste e strutture abbandonate. Non che i pareri non siano legittimi, ma comunque sono pareri e devono fare il conto con il buonsenso e il decoro di un territorio che non può riprendersi se abbandonato e, in qualche caso depredato. Difendendoli e progettando, negli anni, gli spazi minerari si sono degradati e i pericoli nel loro perimetro sono aumentati invece di diminuire. Ma sono stati difesi oppure?... Dopo aver letto l’immancabile polemica sui parcheggi a pagamento sulla costa, pubblici o privati, da Scivu sino a Pistis si può decidere di andare a fare un giro iniziando proprio da Funtanazza. Le domande che ci si può porre, soprattutto se si conosce l’ambiente e lo spazio sono le più ingenue… avranno sistemato la strada che dalla sbarra arriva alla colonia? Ci saranno bidoni per i rifiuti? Non ci saranno più le buste di immondezza abbandonate che l’hanno caratterizzata gli anni passati?
Alla sbarra un giovane con macchinetta per emettere il biglietto del parcheggio: 4 € intera giornata per i residenti ad Arbus e Montevecchio, 8 € per gli altri, mezza giornata 2 e 4 €.
Una cifra, forse adeguata perché la strada per la colonia è stata, se non rifatta, sistemata e le buche grosse appianate; il luogo si presenta pulito e con i bidoni dell’immondezza a vista. Poi, un lusso: un piccolo “caddozzone” che vende bibite di fronte al mare. Non male, si può dire. La colonia è lì, violata, come in altre, molte occasioni da qualcuno che non è riuscito a vincere la curiosità per i ruderi. Due uomini, uno biondo e uno rosso si aggirano tra il primo, il secondo e terzo piano, incuranti dei divieti, parlano a voce alta in lingua straniera, poi riappaiono, passando in un pertugio della rete a fianco di uno dei muretto in blocchetti che chiude un ingresso. Ma tant’è!!!
Questa è Funtanazza oggi, dopo le polemiche; lo sarà anche domani? Chi ha una certa età può temere ragionevolmente di si e continuare a indignarsi anche se consapevole che le amministrazioni comunali non possono far fronte alla sistemazione spesso nemmeno delle infrastrutture essenziali, quali strade, condotte idriche, depuratori, ecc… Non è che pubblico e privato debbano incontrarsi per iniziare a sognare uno sviluppo sostenibile? Tutti sanno che coste e spiagge, monti, sorgenti e beni archeologi, al momento non bastano e non riescono a soddisfare le esigenze della popolazione del territorio. Si può comunque sperare in modo attivo, non sognare e basta, di riprendere in mano il futuro e, abbandonando i distinguo a volte pretestuosi e fare di questo territorio un “posto bello”.
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