Il colore che più si addice all’estate sarda è il giallo, come il grano, il sole e il riflesso della sabbia nel mare. Per chi ancora avesse qualche perplessità sulla vocazione narrativa degli autori sardi, in questa raccolta edita da Piemme vi sono buone ragioni per ricredersi. Dieci racconti brevi per una rassegna che spazia fra diverse sfumature sul genere, dove i protagonisti dei racconti affrontano grandi e piccole difficoltà, incarichi da risolvere, misteri su cui far luce. I personaggi di queste storie sono uomini di vita quotidiana, nel proprio lavoro, e nell’ambiente a cui appartengono. “Giallo Sardo” costituisce un ensamble di tecniche narrative – uso dell’agnizione e della prolessi - adeguate alla particolarità della circostanza nel tempo e nel luogo in cui si svolge l’azione. Gli autori, professionisti, esordienti, giovani e meno giovani, propongono il proprio contributo per un libro avvincente; anche quando il lettore conosce il finale della vicenda - come nel caso de “I morti che ridono” - il ritmo, le immagini descritte e il linguaggio accompagnano efficacemente l’attesa dell’epilogo. Lettura gradevole, un ritratto della Sardegna, nei suoi luoghi, con i suoi abitanti e con quell’atmosfera che la contraddistingue dalla notte dei tempi. Giallo Sardo, AA.VV, pp. 326, Piemme editore, 2020
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