Gianni Lampis: beni minerari, presentata in consiglio regionale la nuova proposta di legge


Per una mattinata la suggestiva frazione di Ingurtosu si rianima. Piazza Cantina, centro storico della borgata mineraria, ospita infatti in una calda mattinata di fine settembre la conferenza stampa  “Miniera per il turismo” dove  il consigliere regionale Gianni Lampis  presenta la proposta di legge presentata dai consiglieri Lampis, Truzzu e Orrù, lui primo firmatario, per il rilancio delle aree minerarie dismesse, iniziativa che di fatto supera e modifica, soprattutto all’art. 8, la precedente L.R. 33 risalente al 1998 . Presenti  numerosi cittadini e imprenditori del territorio, diversi consiglieri comunali di Arbus e Guspini e Gian Paolo Urru presidente dell’Associazione “ Miniere e territorio”. La nuova proposta di legge che possiede un testo molto snello e consta di soli 4 articoli pone in essere procedure semplificate e  più lineari  per poter addivenire a un più celere recupero e utilizzo, per finalità produttive, dello straordinario patrimonio immobiliare di archeologia mineraria che caratterizza il territorio.  «È necessario -  spiega il consigliere Lampis nel corso del suo intervento - che la Regione Sardegna elimini tutti gli ostacoli formali e sostanziali che gravano sul destino degli immobili ex minerari a causa del disposto art. 8 della vigente legge regionale n. 33/98 che ne  impedisce  l’utilizzo in settori strategici dell’economia dell’isola quali l’artigianato, la ricettività turistica e la ristorazione». I beni immobili di proprietà della Regione Sardegna, recita l’art. 1 al 1° comma della nuova proposta di legge, devono essere ceduti a titolo gratuito ai comuni, o in subordine all’unione dei comuni,in cui sono situati entro tre mesi dalla richiesta previa adeguata motivazione risultante da un  piano di utilizzo approvato dal Consiglio Comunale o dall’Assemblea dei sindaci. Un passaggio questo fortemente rimarcato dal consigliere Lampis che ricorda come  «i fabbricati non richiesti dai comuni dovranno essere oggetto di alienazione attraverso pubblici bandi di vendita e che le somme ricavate dalle vendite  immediatamente utilizzate per la bonifica e il risanamento delle aree e per interventi di urbanizzazione dei villaggi minerari dismessi. Passaggio quest’ultimo fondamentale che può rappresentare per Ingurtosu e l’intera area l’unico sviluppo possibile dopo che il nuovo PUC ha completamente cancellato nuove volumetrie sulle coste.  I terreni non richiesti dai comuni, ferme restando le attività agricole esistenti, dovranno essere invece ceduti gratuitamente all’Agenzia Forestas ai fini di conservazione , valorizzazione e manutenzione del patrimonio ambientale e forestale esistente». Al termine la parola è passata ai rappresentati dei consigli comunali di Arbus e Guspini Paolo Salis, Michela Dessì,  Marcello Pistis e  Cinzia Guidarelli, a Gian Paolo Urru quale  presidente dell’Associazione “Miniere e Territorio”, all’ex sindaco Franco Atzori e infine ad alcuni cittadini ed esponenti di imprese locali. Tutti naturalmente favorevoli all’iniziativa. Ci sarà una svolta? Lo si spera. Come è auspicabile che attorno a questa inziativa possa (debba) esserci massima convergenza anche da parte delle altre forze politiche. Forse  necessaria anche una corsia preferenziale. In agguato l’ impasse della consiliatura ormai al termine che  potrebbe rallentarne i tempi di approvazione o addirittura, nelle peggiore delle ipotesi, rimandare tutto al prossimo consiglio regionale. (Gianni Vacca) Ingurtosu la ghost town, la città fantasma [caption id="attachment_24451" align="alignleft" width="480"] Ingurtosu, piazza Cantina[/caption] Ingurtosu un poco alla volta scompare inghiottito dalla metastasi del tempo e dall’abbandono a cui è stato condannato. Non ci vuole molta fantasia a ribattezzarlo la “ghost town, città fantasma, città abbandonata.  Ricca nel passato vuota nel presente  ferita per l’ennesima volta  nel marzo scorso da una frana che ne ha interrotto la già precaria viabilità interna. L’antico borgo minerario ancora una volta umiliato. Nessuno interviene. Igea latita. La lenta agonia dura ormai da una ventina d’anni da quando il Consiglio Regionale della Sardegna approvò nel 1998 la L.R. 33 con la quale si stabilivano gli interventi e la  riconversione delle aree minerarie e la  soppressione dell’Ente Minerario Sardo. La legge  nella sua applicazione si è rivelata alquanto macchinosa, piena di troppi inutili passaggi burocratici, brutalmente fallimentare. Ingurtosu , la ghost town, la città fantasma ferita e abbandonata è il più valido esempio  di una politica folle, spesso e volentieri assente… (g, v,)

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