Ultimi anni settanta, gli anni di piombo dei rapimenti in Sardegna. La nebulosa e omertosa filiera dei sequestri di persona lavorava a pieno regime. In uno di questi, tra i più clamorosi in quegli anni e a noi particolarmente vicino perché avvenuto nel lembo meridionale della costa arburese, rimasero vittime i fratelli Giorgio e Marina Casana, 15 e 16 anni, prelevati con la forza il 22 agosto del 1979 da un isolotto prospiciente Capo Pecora. Salivano così complessivamente a sedici in quell’anno le vittime ostaggio della cosiddetta “Anonima sequestri Sarda”. Vittime illustri costrette per mesi al pernottamento forzato nel celebre “Hotel Supramonte” come lo furono per esempio Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi o, come nel caso dei fratelli Casana, figli di una facoltosa e aristocratica famiglia torinese. Un fatto che balzò agli onori della cronaca e dell’opinione pubblica: fiumi di inchiostro riempirono non solo le pagine dell’Unione Sarda e de La Nuova Sardegna, i due maggiori quotidiani sardi, ma anche quelle dell’intera stampa nazionale. Adesso grazie alla stimolante e fedele ricostruzione di Paolo Oggianu, farmacista oristanese natio di Santu Lussurgiu, quella drammatica vicenda che tenne col fiato sospeso l’intera opinione pubblica e impegnati nelle indagini e nella ricerca centinaia e centinaia di uomini delle forze dell’ordine diventa romanzo. “L’Emissario” è una fedele ricostruzione e memoria che l’autore ha potuto realizzare grazie al voluminoso dossier che ha ricevuto come eredità dallo zio Padre Cosimo Onni che nella vicenda del rapimento Casana ebbe un ruolo di primo piano: quello di emissario. Fu infatti il predicatore gesuita a tenere per lungo tempo i contatti tra la famiglia e i rapitori. Trattò e infine consegnò l’ultima tranche del riscatto (500 milioni) che nella mattinata del 22 ottobre alle ore 9 tra le campagne di Ovodda e Gavoi restituì la libertà ai due ragazzi. Il libro edito dalla Alfa editrice è stato presentato qualche tempo fa nella biblioteca comunale di Arbus e inserito nel percorso didattico della Università della Terza Età . Presenti l’autore Paolo Oggianu e Luciano Gavelli colonello dell’arma dei carabinieri ora in pensione, allora massimo responsabile delle indagini.
«Eravamo agli inizi dei primi anni novanta quando lo zio iniziò a parlarmi del ruolo da emissario avuto in alcuni sequestri, tre per la precisione, tra questi appunto il sequestro Casana, racconta nel corso del suo intervento Paolo Oggianu. Non ho fatto altro che riportare nel libro quanto lui raccontava. Per questo ho scelto il racconto in prima persona. Non il punto di vista di chi scrive ma di chi è stato dentro la storia». Padre Cosimo Onni ebbe un ruolo delicato e decisivo per la positiva conclusione del sequestro. Un ruolo affrontato dal frate gesuita non senza dubbi e perplessità. Nessuna giustificazione per i sequestratori piuttosto la necessità di capire il contesto nel quale quegli uomini si muovevano. Un teatro così fitto di misteri, di latitanti, di intricati rapporti personali spesso impenetrabili facilmente riconducibile all’interno della civiltà del mondo pastorale, difficile da capire e spesso ostaggio della più solidale omertà e favoreggiamento. Luciano Gavelli, colonnello dei carabinieri, lo” 007” che con certosina pazienza riuscì a comporre tutto il quadro drammatico di quegli anni si sofferma in modo particolare sulla fuga dei rapitori avvenuta a bordo di una Fiat 124 con i due ragazzi presi in ostaggio e sistemati nel bagagliaio. Il passaggio per Arbus, Guspini, Pabillonis e infine la statale 131 verso i monti della Barbagia. Luciano Gavelli non dimentica il ruolo fondamentale che ebbe Luciano Gregoriani, primo collaboratore di giustizia nell’Anonima Sequestri fatto poi espatriare lui e la sua famiglia in Venezuela dove morì nel 2012. Il pentito che aprì una breccia su una fortezza ritenuta fino ad allora inespugnabile. L’Emissario è una storia, cronaca del secolo scorso, che diventa romanzo. Un documento storico importante, il racconto di un periodo triste per la Sardegna ricco di colpi di scena raccontati con un filo di suspense e di tensione che non consente di interrompere mai la lettura. Per il rapimento dei fratelli Giorgio e Marina Casana furono emesse undici condanne per complessivi centonovantotto anni di carcere.
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