di Anna Luisa Garau
Negli ultimi due anni, la tenuta finanziaria delle imprese è considerata disastrosa. Specialmente le piccole e medie imprese hanno avuto diverse difficoltà finanziarie, dovendo sostenere i costi fissi dell’azienda che a causa del covid non c’erano entrate.
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Matteo Oliva[/caption]
Matteo Oliva, nato nel 1988, sposato e padre di due figli, ci racconta il calvario finanziario di giovane imprenditore di Pabillonis nel settore pirotecnico. Nel 2019 eredita l’azienda di famiglia. Le prospettive di lavoro erano ottime, numerosi contratti per tanti spettacoli pirotecnici. «I nostri prodotti sono conosciuti in tutta Italia. Mai avrei pensato che una pandemia, come il Coronavirus, protrarsi nel tempo avrebbe causato danni economici irreversibili per le aziende», afferma Matteo Oliva. «Per noi il 2020 è partito col primo stop lavorativo per le batterie diurne nel giorno di Pasqua, un decreto impediva i fuochi pirotecnici. Ho avuto una perdita di circa 20 mila euro in una mattinata. In questi ultimi due anni ho perso circa 500 mila euro e ricevuto 7000 euro dalla Regione e 1200 euro dall’Inps. Se si considera che ho spese fisse aziendali per tremila euro al mese, basta tirare le somme e capire il danno economico per la mia azienda». «Un disastro economico - prosegue Matteo Oliva - che nel nostro settore si poteva evitare. I fuochi si vedono in tutto l’abitato e non abbiamo mai contatti con altre persone per motivi di sicurezza molto più severi di quelli previsti per il covid».
Tutti a Pabillonis ricordano il nonno Bruno, la sua bravura e la sua maestria. Ogni spettacolo pirotecnico era unico, era come se dipingesse i suoi quadri in cielo. Non sono stati da meno i suoi discendenti, il loro successo affonda in una storia familiare di attività pirotecnica da ben sei generazioni. Ma la piccola azienda di famiglia non poteva garantire uno stipendio a tutti i componenti della numerosa famiglia, per cui alcuni hanno scelto altre attività lavorative. La fabbrica si trova a Pabillonis in località “Parti Ossu”, dove vi è la produzione per i grandi eventi e le feste private. A Villaurbana, in provincia di Oristano, vengono venduti i fuochi fai da te.
Di crisi economica parla anche Michela Carta, socia insieme al marito Claudio Saias della ”P.S. Impianti Srl” che si trova in Via Albert Einstein a Dolianova. Con l’arrivo della pandemia, gli ultimi due anni sono stati duri per la sua azienda: meno lavoro e meno incassi. «Facciamo salti mortali per portare a casa la pagnotta, che va divisa con i sei dipendenti. Andiamo avanti tra mille difficoltà. Siamo ancora in piedi, ma per quanto tempo potremmo resistere?», si chiede Michela Carta.
«La burocrazia è triplicata e dire ai dipendenti che da oggi non può venire a lavorare se non si fa il vaccino diventa estenuante. Non si è mai pronti quando un dipendente ti manda un certificato di malattia perché devi riorganizzare il lavoro. Non si tratta solo di riorganizzazione ma di rischiare di ledere la privacy dei dipendenti e di sconvolgere il modus operandi dell'azienda, dove tutti sono indispensabili», fa notare Michela Carta. Oggi, la maggiore preoccupazione sua e del marito Claudio è quella di far tornare i conti aziendali. E con il rallentamento del lavoro e sempre più tasse da pagare non è facile trovare un bilanciamento tra entrate e uscite e investire per crescere professionalmente. La speranza è che la pandemia diventi solo un brutto ricordo e si riprenda a lavorare in modo normale, diversamente le piccole aziende sono destinate a soccombere e con loro tutti i dipendenti.
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