Un'anatra rimane intrappolata nel rio Piras a causa di una busta di plastica. A liberare l’animale è stato il Capitano della Compagnia barracellare, Giampiero Fosci, intervenuto dopo la segnalazione di una cittadina, la signora Cecilia.
L’anatra, come documentato anche dalla fotografia scattata durante l’intervento, non riusciva a liberarsi da sola. La busta di plastica si era avvolta attorno alla sua zampa, stringendola e limitandone i movimenti.
Ricevuta la segnalazione, il Capitano Fosci ha raggiunto il luogo e si è adoperato per liberare l’animale. Dopo essere stata liberata, l’anatra ha potuto riprendere a muoversi normalmente.
L’intervento non si è limitato al salvataggio. Il Capitano dei Barracelli ha infatti provveduto anche a una parziale pulizia dell’area circostante, raccogliendo alcuni dei rifiuti presenti nel tratto del rio, oggi in secca in attesa della stagione delle piogge, in cui le anatre sono solite sostare e nidificare. Un gesto concreto che ha permesso di ridare la giusta visibilità a un luogo del paese ai piedi del monte Linas che, ormai da anni, attira l’attenzione dei passanti e dei turisti, incuriositi dagli animali ormai “adottati” dai gonnesi.

La presenza di plastica e di altri rifiuti costituisce un pericolo particolarmente importante: sacchetti, fili, contenitori, rifiuti edili e domestici (come negli anni segnalati) possono trasformarsi in vere e proprie trappole oltre che inquinare l’ambiente. Gli animali rischiano di rimanervi impigliati, di ingerire piccoli frammenti o di riportare lesioni che, senza un intervento esterno, possono risultare fatali. Quello dell’anatra salvata a Gonnosfanadiga è soltanto uno degli esempi più visibili delle conseguenze provocate dall’abbandono dei rifiuti nell’ambiente.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il problema dei rifiuti dispersi nel corso d’acqua e nelle campagne. Nonostante le campagne di sensibilizzazione, i controlli e le numerose informazioni disponibili sui danni causati dall’inquinamento, continuano a verificarsi comportamenti difficili da comprendere. Abbandonare una busta o un contenitore può sembrare a qualcuno un gesto di poco conto, sicuramente inaccettabile, ma le conseguenze sull’ambiente e sugli animali possono essere molto serie.
Rimane soprattutto l’amarezza per una mancanza di rispetto nei confronti di un luogo conosciuto e apprezzato anche al di fuori dei confini del paese. Un’area naturale frequentata dai cittadini e capace di attirare l’attenzione dei visitatori dovrebbe essere tutelata con particolare cura. La sua conservazione non può dipendere esclusivamente dagli interventi delle istituzioni o dei volontari, ma richiede la collaborazione e rispetto di tutti.
Limpegno e varietà dei compiti svolti dalla Compagnia Barraccellare di Gonnosfanadiga
A parlare è lo stesso Capitano Giampiero Fosci: «La vigilanza del territorio, la prevenzione e la lotta attiva contro gli incendi boschivi, la tutela del patrimonio idrico, il pattugliamento contro i furti nelle campagne, il pascolo abusivo, il bracconaggio e l’abbandono di rifiuti sono alcune delle nostre principali attività. Oltre a questi compiti cerchiamo di risolvere, o di portare a conoscenza dell’amministrazione comunale, altri problemi che ci vengono segnalati dai cittadini.
Le segnalazioni più frequenti riguardano l’abbandono di cani e gatti, sia adulti sia cuccioli, la situazione precaria delle strade di campagna e la presenza di alberi pericolanti. Ci capita anche di intervenire per dirimere controversie tra vicini di podere. Siamo ben felici di renderci utili per la comunità: per noi è un importante segno di fiducia».
Le parole del Capitano descrivono un lavoro quotidiano che va ben oltre gli interventi più conosciuti. La presenza dei Barracelli sul territorio consente infatti di mantenere un contatto diretto con gli abitanti delle zone rurali, con gli allevatori, con gli agricoltori e con tutte le persone che segnalano problemi legati alla sicurezza, all’ambiente e alla tutela degli animali.
Il rapporto di fiducia con i cittadini diventa quindi un elemento fondamentale. Chi vive quotidianamente il territorio è spesso il primo ad accorgersi di una strada danneggiata, di un animale abbandonato, di un albero pericolante o della presenza di rifiuti. Una comunicazione rapida permette di valutare il problema e, quando possibile, di intervenire direttamente oppure di informare gli uffici comunali competenti.
Quanto accaduto a Gonnosfanadiga si è concluso positivamente grazie alla sensibilità di una cittadina e all’intervento del Capitano dei Barracelli. L’auspicio è che questo episodio serva anche da richiamo alla responsabilità collettiva, affinché scene simili non debbano più ripetersi. Proteggere il rio Piras, e la fauna ospitata, significa difendere un patrimonio naturale appartenente all’intera comunità.
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