A Gonnosfanadiga, ai tempi del coronavirus, la comunità si abbraccia virtualmente e tende e la mano a chi ha più bisogno. Su facebook è stata lanciata una bellissima iniziativa, creata da anonimi, e intitolata "il pozzo della solidarietà”, ovvero una raccolta di beni di prima necessità. Nel pozzo “chi può mette e chi non può prende”, così come annunciato con un cartello dai colori della bandiera italiana.
Così uno dei simboli del paese dell’acqua, il pozzo antico, diventa protagonista di una campagna di generosità nata sotto Pasqua.
L’isolamento rispettato dai gonnesi, secondo quanto disposto dal Governo, e ribadito quotidianamente dal sindaco Fausto Orrù nei suoi messaggi ai cittadini, se da una parte ha protetto le famiglie dal contagio, dall’altra, inevitabilmente ha aggravato alcune situazioni economiche già difficili.
Il lavoro si è ridotto o peggio ancora non c’è più e tirare avanti a fine mese è diventato impossibile.
Agli aiuti previsti dalle istituzioni e dalla Caritas interparrocchiale, Ora per gli indigenti e per le famiglie che vivono un’improvvisa crisi si aggiunge il gesto generoso dei gonnesi.
Così con il giusto silenzio c’è chi va armato di guanti e con la massima attenzione per le norme d’igiene porta doni per gli altri e chi, sempre con riservatezza, lontano da imbarazzi raccoglie i doni. Si genera, alla fine, uno scambio affettuoso tra famiglie pronte a sostenersi.
Nei cesti c’è di tutto, dal latte tenuto al fresco alla pasta, ai pelati, all’ortofrutta ai detersivi, custoditi ora sotto i portici della fiera al riparo dal sole.
Insomma, ai tempi del coronavirus, la solidarietà, che è sempre stata presente a Gonnosfanadiga, cambia volto e metodologia non si ferma.
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