Gonnosfanadiga ha una nuova assessora: Monia Casti si racconta


di Alessia Vacca
In occasione della sua recente nomina ad assessora di Gonnosfanadiga, abbiamo incontrato e intervistato Monia Casti per conoscere meglio il suo impegno politico e la sua visione sulle priorità del comune e dei cittadini. Come e quando ha saputo della sua nomina ad assessora? E che deleghe ha ricevuto? «La mia nomina è avvenuta il 2 aprile da parte del primo cittadino, Andrea Floris. Ho conservato una delega che avevo da consigliera comunale, quella dell’area e tutela e benessere degli animali, e poi, in aggiunta, la cura cimiteriale, il patrimonio e la promozione del territorio. A quest’ultima sono molto legata poiché, essendo nata e cresciuta fra le palazzine, nessuno meglio di me può comprendere quanto sia importante prendersi cura dei diversi contesti sociali in relazione alle specifiche problematiche che si possono presentare». Come è cominciata la sua passione per la politica? «Io dico sempre che faccio politica senza essere una politica: non ho una formazione o uno studio in tal senso alle spalle. Per me il mondo politico si fonda solo ed esclusivamente sull’ascolto e sul confronto con la gente, con la comunità. Fare politica credo significhi questo: stare in mezzo alle strade e non rinchiusa in degli uffici. Per questo non parlerei di passione per la politica ma desiderio di fornire un contributo come libera cittadina alla comunità in cui vivo, Gonnosfanadiga. E questo impegno sociale l’ho intrapreso fin dai 14 anni in diverse modalità: impegno in oratorio, lotta al randagismo e organizzazione di eventi e sfilate di moda». Che contributo pensa di fornire alla comunità? E quali sono, secondo lei, le priorità del comune a oggi? «Non amo fare promesse, non le ho mai fatte. Continuerò a essere la Monia che le persone hanno sempre conosciuto, nulla è cambiato per me in questo senso. Non mi sento un gradino in più solo perché adesso sono un’assessora. Ho sempre creduto nel mio paese: ritengo che Gonnosfanadiga abbia un grande potenziale e troppo spesso siamo noi cittadini i primi a non crederci abbastanza. La Sardegna non è solo mare, e noi qui abbiamo tantissime attrazioni naturali di montagna e parchi fra i più estesi della regione che vanno sfruttati al meglio per rendere più floride le attività produttive. Il patrimonio e la promozione del territorio sono, in questo senso, due vettori fondamentali di sviluppo sociale ed economico a parer mio».  

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