Gonnosfanadiga, mascherine in omaggio per tutti


di Francesco Zurru
Una signora che vuole mantenere l’anonimato ha donato una mascherina a tutti i suoi concittadini, un dono che in tempo di covid/19 è stato più che gradito. Tutti, dai giornali e televisione, abbiamo capito quanto fossero utili le mascherine divenute obbligatorie ma, il colmo dei colmi, allo stesso tempo irreperibili; una delle tante anomalie dell’Italia moderna e computerizzata, ma carente nelle cose semplici ed essenziali per tutelare la salute pubblica. Nel tempo e nella storia l’Italia ha scelto di far fare le cose semplici alle cosi dette Nazioni povere, la pandemia del covid/ 19, dopo aver dimostrato con i fatti la necessità delle cose semplici, forse ha posto un freno alla scriteriata globalizzazione del nulla. Ciò fa riflettere e impone una revisione del modo di vivere nel suo complesso. Le mascherine diventano cosi un simbolo ma anche un orientamento alla semplicità della vita sociale, economica e politica. Nel contesto si inserisce l’opera della volontaria e volenterosa signora che con le sue mascherine ha dato dimostrazione di quanto sia bella la vita semplice con la solidarietà che si oppone alla presunzione e alla mancanza di rispetto a cui in questo tempo ci siamo purtroppo abituati. Abbiamo vissuto il dramma dei medici e degli infermieri, delle forze dell’ordine che hanno affrontato il coronavirus con grave carenza di mezzi e addirittura dei comuni dispositivi di protezione individuale. Un grazie sincero all’anonima signora per la vicinanza ai concittadini; un grazia anche a chi ha con lei collaborato a qualsiasi titolo.

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