>Nella biblioteca multimediale di San Gavino il Comune e il Sistema Bibliotecario Monte Linas hanno presentato il convegno “Gramsci incontra l’arte” in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana Onlus e la sezione zonale Anppia di Guspini. È stata Antonella Mancosu, la coordinatrice del Progetto Sistema Bibliotecario “Monte Linas” ad aprire l’incontro presentando i successivi interventi e dando delle direttive generali sullo svolgimento della serata. Dopo un breve excursus riguardante la biografia e le opere di Antonio Gramsci, è stato il turno dell’assessore alla Cultura Nicola Ennas che ringraziando i presenti si è scusato a nome del sindaco che non ha potuto prendere parte all’evento per impegni improvvisi. Oltre a descrivere la bravura intellettuale di Gramsci ha spiegato perché è stato importante accostarlo all’arte e alle rappresentazioni di noti artisti sardi. È stato, però, con gli interventi di Lorenzo Di Biase e Giuseppe Manias che si è ampliato il discorso sulla figura dell’intellettuale sardo e attraverso aneddoti curiosi si caratterizza tale personaggio e si giunge a carpire la vera essenza del suo pensiero e la scelta di accostarlo agli artisti sardi che attraverso diverse opere hanno dato vita ad una mostra particolarmente interessante sulla loro visione gramsciana. Il presidente della sezione zonale dell’Anppia Lorenzo Di Biase ha spiegato «che è doveroso parlare di Antonio Gramsci, del suo pensiero e della sua figura in particolare per il 125° anniversario della nascita. È un intellettuale universale, il più letto e studiato dopo Dante nel mondo intero. Fondamentale è la sua individualità e universalità e comprendere il suo pensiero riguardo la sardità, che vede come preponderante su tutto il resto, studia usi e costumi della sua isola, la lingua, i pro e contro e affronta tematiche complesse come quella sul banditismo sardo e la questione del Mezzogiorno. Il verbo più amato da Gramsci era “studiare” perché solo attraverso lo studio, l’impegno e la cultura è possibile raggiungere la libertà. Attraverso la proiezione del video-documentario “Gramsci in fumo” è stato possibile analizzare più da vicino le opere che gli artisti sardi gli hanno dedicato, ed è grazie al rappresentante della Biblioteca Gramsciana Giuseppe Manias che si è potuto cogliere il significato di tali rappresentazioni attraverso le quali gli artisti sardi hanno potuto esprimere le emozioni suscitate dal grande intellettuale sardo. Il convegno si è concluso con diversi interventi del pubblico ed è stata una serata proficua e stuzzicante dal punto di vista culturale, anche per non dimenticare che Antonio Gramsci è sempre stato oltre, e nonostante il fascismo lo abbia portato via da noi troppo presto, non ha potuto privarci dell’eredità lasciataci dal suo pensiero, che resterà vivo in eterno. Carola Onnis
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