Guspini - Sardara. Alessandro Onali potrà partecipare al concerto di Vasco nell’area delle persone con disabilità
di Giovanni G. Scanu
Canterà a squarciagola le canzoni del suo idolo e potrà finalmente vivere il concerto dall’interno dell’area dedicata. Già a Olbia per il concerto di Vasco Rossi, in programma oggi, Alessandro Onali, l’ingegnere sardarese residente a Guspini ringrazia tutte le persone che si sono battute affinché potesse essere presente all’evento. Nei giorni scorsi, aveva raccontato pubblicamente la propria storia in difesa dei diritti delle persone con disabilità. La sua determinazione ha contribuito ad abbattere un muro che rischiava di creare disuguaglianze, lui che ogni giorno combatte per far comprendere come spesso gli ostacoli siano costruiti dagli uomini più che dalla situazione di disabilità stessa.
Onali sarà quindi oggi tra il pubblico del concerto del rocker di Zocca. L’organizzazione ha infatti inviato nella tarda serata di giovedì i biglietti che gli consentiranno di accedere all’area in totale sicurezza. Affidandosi a Facebook e alle note di Vado al massimo, ieri Onali ha scritto: «A voi, eco di una flebile voce, fiamma del vivo dissenso, luce nel buio del freddo distacco, vento che alimenta il buon senso. A voi, unione del noi, sinfonia dell’immenso rumore, motore pulsante della vera inclusione. A voi, che siete l’esempio del mondo migliore, vada tutto il mio cuore. Grazie davvero, perché non sia musica al vento e grido assopito, ma domani e sempre canto più vivo».
Onali aveva acquistato due biglietti per il concerto di Vasco Rossi del 13 giugno a Olbia: uno per sé e uno per la compagna e caregiver, come regalo di compleanno. Solo in seguito i due avevano scoperto che l’area riservata alle persone con disabilità era già esaurita e che non vi era più posto per la sua carrozzina e aveva da giorni chiesto maggiore trasparenza nelle procedure di acquisto.
Lo sfogo era esploso sui social attraverso un lungo post nel quale aveva intrecciato la propria storia ai versi delle canzoni del rocker. «Da qualche anno non posso più saltare, ma mi resta la voce per cantare. Ed è pura follia sentirsi dire: tu non puoi entrare», aveva scritto. Un messaggio che ha colpito migliaia di persone, raccogliendo condivisioni e decine di commenti. Non è mancata la solidarietà di numerose persone con disabilità che si sono immedesimate nella sua situazione e gli hanno raccontato esperienze analoghe. Non si tratta della prima battaglia portata avanti da Onali sul tema dell'accessibilità. L'ingegnere guspinese è stato infatti tra i primi firmatari del manifesto nazionale "Live for All", una petizione che chiede eventi dal vivo realmente accessibili e inclusivi per le persone con disabilità. L'iniziativa ha raccolto migliaia di adesioni e ha contribuito all'elaborazione di un documento condiviso, sottoscritto anche dal Ministero della Cultura, con l'obiettivo di promuovere linee guida e buone pratiche per garantire una partecipazione più ampia e senza barriere agli eventi culturali e musicali. Da qui la decisione di rendere pubblica la vicenda e di continuare a battersi. Ingegnere, Cavaliere della Repubblica e da anni impegnato sui temi dell’inclusione, Onali non aveva nascosto la propria amarezza. «Non possiamo essere trattati come cittadini di serie B», aveva affermato.
Onali ha spiegato di non essere a conoscenza del numero limitato di posti riservati alle persone in carrozzina rispetto alle circa 35 mila presenze previste. Da uno scambio di email con l’organizzazione sarebbe emerso che i posti dedicati erano terminati cinque minuti dopo l’apertura delle prenotazioni. Secondo le informazioni raccolte, gli stalli disponibili sarebbero circa trenta.
«Nel mondo le persone con disabilità rappresentano circa il 16% della popolazione. Lo spazio può essere organizzato in modo da garantire a tutti la possibilità di partecipare», osserva. Onali richiama gli articoli 9 e 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che tutelano la partecipazione alla vita culturale, ricreativa, agli svaghi e allo sport. «L'obiettivo deve essere dare a tutti la possibilità di partecipare in modo sicuro e dignitoso» osservando che «la Costituzione e le convenzioni internazionali devono essere messe in pratica. Quella che stiamo vivendo è prima di tutto una barriera culturale».
Dopo essersi goduto il concerto, è deciso a proseguire la sua battaglia per i diritti delle persone con disabilità. Chiederà infatti l’apertura di un tavolo regionale tra istituzioni, organizzatori e associazioni per definire linee guida condivise sugli eventi inclusivi. «Vogliamo partecipare agli incontri e contribuire alla progettazione per vivere queste esperienze come tutti gli altri e posso dare il mio contributo». E aggiunge un ultimo pensiero rivolto ai caregiver: «Anche loro hanno diritto al divertimento, alla socialità e a momenti di leggerezza».
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