Guspini, Coronavirus, il sindaco Giuseppe De Fanti: “Nell’affrontare la situazione mi sono sempre sentito solo”


di Maurizio Onidi
  [caption id="attachment_82158" align="alignleft" width="244"] Giuseppe De Fanti[/caption] Lo scorso anno in questo periodo cominciavano a diffondersi notizie di una particolare forma influenzale proveniente dalla Cina. Come si sia evoluta e quante vittime e danni ha provocato e continua a provocare è sotto gli occhi di tutti. Non c’è angolo dell’emisfero terreste che ne sia rimasto esente.  La scoperta dei vaccini darà sicuramente una svolta per combattere questo virus anche se a detta degli esperti ci vorranno ancora tanti mesi prima che cominci a vedersi la famosa luce in fondo al tunnel. In attesa che ciò avvenga dobbiamo continuare a seguire le indicazioni che gli scienziati e le strutture preposte diramano nel nostro interesse ma anche per rispetto verso gli altri, indipendentemente dal “credo” sull’argomento. Questo virus ha modificato, il nostro modo di vivere, di rapportarci con gli altri. Ha creato enormi danni all’economia con il blocco delle attività produttive che ha allargato ulteriormente il divario tra le classi sociali.  Chi meglio di chi sta in prima linea ha il polso della situazione? Entrando nello specifico, per capire meglio, chiediamo a Giuseppe De Fanti, riconfermato sindaco di Guspini alcuni mesi fa, come questa situazione viene vissuta e gestita da circa un anno. Priorità ovviamente alla situazione sanitaria. «La gestione dell’emergenza è stato l’impegno prevalente della mia attività di sindaco da quando si è estesa l’epidemia e hanno cominciato a essere emanati i provvedimenti del governo. Inizialmente vi è stata una grande comprensione da parte di tutti, dettata forse dalla paura e dal non conoscere a cosa si stava andando incontro. Nei primi mesi ho avuto un sostegno a 360° dai cittadini che hanno apprezzato il modo con cui ho gestito le informazioni e gli interventi. Durante l’estate abbiamo dovuto registrare insofferenza e difficoltà ad accettare alcuni doverosi provvedimenti. Per debellare questa epidemia non possiamo che avere fiducia nella scienza e nella medicina e seguire con pazienza le disposizioni che vengono impartite. Sento con preoccupazione di medici e operatori sanitari che non si vogliono vaccinare, è un brutto segnale in direzione contraria».  Il governo centrale supporta gli imprenditori e le famiglie in difficoltà con interventi inadeguati che spesso e volentieri faticano ad arrivare a destinazione. Forse un maggior coinvolgimento delle amministrazioni periferiche sarebbe più efficace a maggior ragione visto il prolungarsi della grave situazione? «Probabilmente la volontà di intervenire in tutti i settori ha prodotto alcuni provvedimenti che sono palesemente uno spreco di risorse, tipo buoni vacanze, monopattini etc., e poi spesso sono andati a beneficio anche di categorie che non ne avevano bisogno. Il coinvolgimento delle amministrazioni vi è stato solamente nella erogazione di alcune misure e ha scaricato, come sempre, sui comuni la rabbia della gente». Come ha funzionato la macchina amministrativa? La macchina amministrativa si è adeguata abbastanza rapidamente, nel periodo più critico il passaggio al lavoro a distanza è stato molto rapido, merito di una compagine di dipendenti già formata e abituata alle nuove tecnologie. In particolare poi abbiamo registrato la grande disponibilità e coinvolgimento di tutti i dipendenti non solo sui provvedimenti di aiuto e di sostegno per le famiglie ma in generale per mantenere i servizi primari alla popolazione. Che impatto ha avuto sull’economia della cittadina e quali provvedimenti avete messo in atto a favore di queste categorie? L’impatto è stato devastante per un tessuto economico come il nostro già sofferente da prima, le attività non legate all’alimentare e ad altri beni essenziali hanno subito un danno enorme che avrà ripercussioni anche nel 2021. Alcune attività legate al turismo, ai viaggi, al tempo libero hanno visti azzerati i ricavi e le misure compensative non sono certo sufficienti. Un grosso impatto hanno avuto anche i lavoratori a tempo determinato e gli stagionali di tutti i settori, moltissimi che si erano stabiliti nella penisola e all’estero sono rientrati in paese per la chiusura totale o quasi delle attività dove operavano. I provvedimenti messi in campo dal comune più diretti sono stati orientati all’azzeramento o la riduzione di alcune tasse come la Tari, la Tosap, gli affitti dei locali comunali, oltre che il rinvio di tutti gli accertamenti degli anni precedenti. Nella gestione delle problematiche connesse al Covid-19 c’è stato un momento in cui si è sentito solo ad affrontare questa situazione? Quasi sempre e anche adesso. Purtroppo le speculazioni sulla crisi o da parte di alcune categorie continuano a fare male. Vi è una sparuta minoranza di contestatori a prescindere, di amanti della tastiera del computer, e di negazionisti che continuano a sostenere che determinati provvedimenti siano frutto di un complotto globale o che siano diretti ad arte contro qualcuno. Mi conforta in questo senso il larghissimo consenso da parte della popolazione che mi invita continuamente a non allentare l’attenzione. Nel mio ruolo, così come gli altri sindaci di tutta Italia, siamo parte di un sistema che vede coinvolte le autorità sanitarie, le forze dell’ordine, i dirigenti delle scuole e delle altre istituzioni, che per ovvi motivi non possono spiegare il perché di tutto ma debbono agire e spesso farlo senza violare la privacy delle persone. Conoscendo quali sono i vari focolai di infezione, che ambienti e attività coinvolgono, dobbiamo per forza intervenire in quelle direzioni con provvedimenti aggiuntivi. Qual è il suo punto di vista in merito a quanto accaduto nello scenario politico nazionale che ha portato alla crisi di governo? Di tutto c’era necessità in questo momento tranne di una crisi di governo. Sarebbe stato invece utile vedere tutti i principali leader politichi uniti nell’invitare tutti alla vaccinazione e spronare le persone a non demordere e avere fiducia nella prossima sconfitta del virus.

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