A Guspini si apre una frattura politica all’interno della maggioranza e, in particolare, nel Partito Democratico.
A renderla esplicita è il consigliere comunale Filippo Usai, che con un intervento annuncia di non aver rinnovato la tessera per il 2026, accompagnando la scelta con un duro atto d’accusa politico. «In questi cinque anni ho garantito la fiducia alla maggioranza per responsabilità istituzionale» scrive Usai, che sostiene «la lealtà verso il paese non può più essere confusa con la complicità verso un metodo che non mi appartiene».
Il consigliere precisa che non si tratta di una rottura improvvisa, ma di un malessere radicato. Un disagio già emerso pubblicamente nel 2022. Nel merito, Usai descrive un’amministrazione con un piglio autoreferenziale, denunciando una scarsa condivisione e collegialità che non ha consentito ai consiglieri di essere partecipi e informati dell’operato politico. «Il nostro gruppo consiliare è stato un fantasma – continua Usai- in cinque anni, le riunioni si sono contate sulle dita di una mano».
Nel documento emerge anche una critica sul piano politico e generazionale. Il consigliere parla di una «nuova generazione di amministratori sistematicamente esclusa e penalizzata». È chiara l’accusa di voler mantenere un’impostazione troppo rigida che, a detta di Usai, ha precluso l’emergere di nuovi volti.
La presa di posizione arriva in un momento delicato per il centrosinistra locale. Nei giorni scorsi il gruppo Alleanza per la Sinistra Guspinese, dopo una lunga trattativa con il PD guspinese, ha avanzato la candidatura a sindaco di Marco Pala. E a questo fa riferimento Usai che denuncia il silenzio del circolo locale rispetto alle proposte fatte. «Si preferisce “blindare” una candidatura piuttosto che salvare l’unità del centrosinistra» è l’accusa politica più netta. Una scelta che, implicitamente, viene collegata al rischio di consegnare il paese alla destra in caso di divisione. La rottura con il Partito Democratico si concretizza nella decisione di non rinnovare la tessera: «Comunico ufficialmente che non ho rinnovato la mia tessera per il 2026 e non intendo farlo finché questa situazione non cambierà radicalmente. È una scelta che mi lacera, perché i miei ideali rimangono nel centrosinistra».
Nonostante questo, il consigliere lascia aperto uno spazio politico: «Guardo con profonda attenzione a chi sta costruendo una proposta di reale discontinuità, di freschezza e di dialogo. Sosterrò chi rimetterà al centro la generosità politica». Resta ora da capire quale sarà la risposta del Partito Democratico, quali saranno le reazioni all’interno della maggioranza. Intanto le elezioni del 7 e 8 maggio si avvicinano e le posizioni sembrano sempre più definite e distanti.
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