Secondo i Vigili urbani dovevano essere gli operatori ecologici a ritirare la carcassa del topo, per l’impresa che gestisce la raccolta differenziata è invece il Comune a farsene carico.
Fatto sta che il ratto morto con il caldo è rimasto a imputridire.
«Quando ho chiamato la prima volta i vigili urbani», afferma Mauro Boi, che gestisce un negozio di casalinghi in via Diaz, «mi è stato imposto di non buttare il ratto nel sacchetto dell’umido. Mi hanno garantito che qualcuno sarebbe passato a prenderlo. Ma nessuno si è visto, l'impresa della raccolta diffrerenziata mi ha detto chiaro e tondo che non era suo compito. Allora di chi? Fatto sta che stamattina per la nauseante puzza di carogna ho dovuto portarlo in rifiuteria e igienizzare tutto il cortile. È possibile che in una società moderna succedano ancora queste cose?»
E questa non è la prima volta che succede, il suo negozio confina con una casa disabitata e abbondonata da anni, ormai ricettacolo di topi e di blatte.
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