Guspini, i cento anni della Merceria Manca


Nel corso dei decenni, l’azienda ha saputo attraversare momenti storici complessi, dalla ricostruzione del dopoguerra ai cambiamenti economici degli anni del boom economico

Guspini, I cento anni della Merceria Manca

Nel 1926 nasceva una piccola realtà commerciale destinata a diventare un punto di riferimento per la comunità guspinese. Oggi, a distanza di cento anni, l’azienda celebra un traguardo che non è soltanto una ricorrenza cronologica, ma la testimonianza viva di un percorso fatto di lavoro, dedizione e capacità di evolversi senza perdere la propria identità. Nel corso dei decenni, l’azienda ha saputo attraversare momenti storici complessi, dalla ricostruzione del dopoguerra ai cambiamenti economici degli anni del boom economico. I cambi generazionali, giunti alla quarta generazione hanno introdotto innovazioni tecniche e organizzative, ampliando l’offerta senza mai tradire i valori originari. Attualmente l’attività commercializza filati per maglieria e merceria, tessuti per l'abbigliamento, l'arredamento e biancheria per la casa, intimo donna e per neonato. Un secolo di storia, impegno, lavoro e continuità nel solco tracciato da Margherita Onidi, nota Gesuina, e dal marito Raimondo Manca raccontata da Paola Manca, una nipote.

Paola Manca«Dai miei nonni paterni, Raimondo Manca e Gesuina Onidi ho sempre sentito raccontare che nel 1926, Desolina Floris, sorella della mia bisnonna Generosa Floris sposata con Giovanni Onidi, caduto nella Prima guerra mondiale e mamma di Gesuina, aprì un emporio in via Matteotti, angolo via Santa Maria, (attuale palazzo Serru). Dopo poco tempo Gesuina, prima di quattro figli (Severino, Silvia e Giovanni) andò a lavorare con la zia Desolina perché c’era necessità di portare a casa qualche soldino per mangiare. essendo il padre partito in guerra. Mio nonno paterno, Raimondo Manca, aveva un negozio di generi alimentari, all’inizio di via Santa Maria dove attualmente c’è il negozio di erboristeria, quasi a fianco all’emporio dove lavorava nonna Gesuina. I miei nonni si conobbero lì, si innamorarono e si sposarono nel gennaio del 1935. Successivamente, a causa di divergenze con la zia Desolina, nonna Gesuina decise di aprire “Una merceria” per conto suo. Venne aperta in via Pisacane, dove attualmente c'è un’oreficeria. Nella merceria mia nonna vendeva un po'di tutto, dalle scarpe all’abbigliamento a piccoli oggetti in oro. Qualche persona anziana si ricorda ancora di quel negozio. Negli anni ’50 venne trasferita nell’attuale sede, al civico 61 di via S. Maria nel centro storico di Guspini, una delle vie principali del paese e del commercio.

I nonni paterni di Paola Manca

La merceria dista appena 50 metri dalla chiesa di Santa Maria di Malta, realizzata in stile romanico, che gli studiosi fanno risalire al 985 circa. In origine era un piccolissimo locale che poco alla volta venne ingrandito. Nonna Gesuina era una donna molto forte e determinata. Aveva una marcia in più perché con cinque figli maschi in casa (Gian Luigi, mio padre, Camillo, Marco, Carlo e Marino, morto prematuramente) più due cognati, lei, oltre a badare al negozio e a tutto ciò che comportava portarlo avanti, doveva accudire a questa schiera di uomini all'interno della famiglia. 
 È vero anche che in quei tempi mia nonna aveva una signora che l’aiutava nelle faccende domestiche ma è altrettanto vero che da sola portava avanti l’attività commerciale. Era lei che si preoccupava di recarsi a Cagliari “In postalli” (il pullman di linea) per acquistare la merce per il negozio. In quegli anni non passavano i rappresentanti ai quali ordinare la merce. Dopo aver effettuato gli acquisti dai grossisti cagliaritani, i commessi di questi ultimi l’aiutavano a caricare la merce nel bagagliaio del pullman che l’avrebbe riportata a Guspini. Da bambina ricordo che alle 3 del pomeriggio la nonna sarebbe arrivata al monumento, dove c’era la fermata degli autobus e con mia sorella dovevamo farci trovare lì per fare la posta alla merce che nonna scaricava dal pullman e che un poco alla volta portava su nel negozio, in via Santa Maria. Con gli anni sono arrivati i rappresentanti dal continente che venivano annunciati tramite una cartolina postale dove era fissata la data della loro visita. L’instancabile nonna Gesuina, nel 1987 decise di ritirarsi e godersi il meritato riposo. Il negozio venne acquistato da mia madre, Antonia Greggio, che lo gestì fino al 2007, quando io decisi di acquistarlo. Già nel 1999 avevo acquistato da nonna Gesuina l’immobile della merceria, in previsione di succedere a mamma nella gestione del negozio. Lavoravo come segretaria in un’azienda ma ero stata sempre affascinata da questa attività commerciale. Feci una grande ristrutturazione del locale ampliandolo in modo da renderlo più spazioso e capiente».

© Riproduzione riservata