Guspini: intervista ad Andrea Moreal, nuovo segretario del Pd cittadino


“Ascoltare per capire, capire per dialogare, dialogare per costruire” La segreteria vuole favorire la partecipazione e il coinvolgimento della cittadinanza e degli attori locali

di Maurizio Onidi
Il sud della Sardegna, con 18 mila euro si conferma ancora una volta “maglia nera” per il Pil pro-capite, secondo i dati Istat/Prometeia 2024-2025. Guspini, ex centro minerario, come il resto dei paesi del Medio Campidano risente in modo particolare del problema dello spopolamento, della mancanza di posti di lavoro e l'accessibilità ai servizi sanitari sempre più critica a causa anche della mancanza di medici, tanto per citarne alcuni. Dati incontrovertibili questi che contribuiscono a dipingere a tinte fosche un orizzonte che non lascia intravedere niente di buono per il futuro delle nuove generazioni: è solo pessimismo quello che si racconta in giro? Lo chiediamo ad Andrea Moreal, 42 anni, laurea magistrale in Sociologia e Ricerca Sociale e in Economia e Management presso l’Università del Piemonte Orientale, insegnante dell’Istituto “Buonarroti - Volta”, da maggio di quest’anno nuovo Segretario del Circolo PD cittadino. Diverse le problematiche del territorio, in particolare la sanità [caption id="attachment_143468" align="alignleft" width="397"] Guspini, poliambulatorio[/caption] «Il nostro territorio è interessato da un lento declino dovuto a diversi fattori, sia economici che sociali, di cui spopolamento e denatalità rappresentano le conseguenze più evidenti e preoccupanti ma che interessano in maniera importante i campi della Sanità, del lavoro, dei servizi ai cittadini e della scuola. La situazione della Sanità è particolarmente grave a causa di un cronico sottofinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale da parte del Governo di Giorgia Meloni: gli effetti sono particolarmente evidenti nel nostro territorio in cui l’invecchiamento della popolazione richiederebbe servizi migliori e più accessibili. Assistiamo invece ad una mancanza di servizi di base - come i medici di famiglia - e ad una disorganizzazione dei servizi che, inevitabilmente, finisce per colpire la parte più fragile della popolazione. Le ultime vicende relative all’azzeramento delle liste dei pazienti dei medici che dovranno svolgere i corsi di specializzazione da parte dell’Asl rappresentano l’ennesimo schiaffo in faccia ai cittadini delle nostre comunità, privati di un servizio essenziale e costretti a dover ricorrere a un vergognoso meccanismo di prenotazione che penalizza ancora una volta i più deboli. I servizi sostitutivi predisposti dalle Asl, come il potenziamento dei servizi Asap, non sono altro che un palliativo e non possono in nessun modo attenuare l’isolamento sanitario che ormai colpisce migliaia di cittadini del nostro territorio. Questa situazione non fa altro che ampliare in maniera esponenziale le disuguaglianze tra i territori e in Sardegna tutto ciò assume proporzioni allarmanti: quasi un cittadino su cinque rinuncia alle cure per motivi economici, logistici o per mancanza di servizi». L’ufficio postale è chiuso per lavori, non si poteva gestire meglio il problema? [caption id="attachment_143469" align="alignleft" width="384"] Guspini, ufficio postale[/caption] «La stessa vicenda delle Ufficio Postale, chiuso per lavori di ammodernamento senza predisporre un adeguato servizio sostitutivo, dimostra come ci sia un disinteresse totale anche da parte di quelle aziende che forniscono servizi pubblici essenziali e che per questo sono un presidio fondamentale del territorio, nei confronti dei cittadini e delle aziende locali e dei loro bisogni e necessità. Le Amministrazioni locali vengono poste di fronte a decisioni su cui non possono intervenire e le cui conseguenze vengono scaricate in maniera diretta sui cittadini e sulle loro necessità e bisogni». Nel Medio Campidano la dispersione scolastica ha raggiunto percentuali allarmanti «Una dinamica simile riguarda il campo dell’Istruzione che rappresenta un pilastro fondamentale per la crescita e il benessere collettivo. Da anni l’Italia si colloca all’ultimo posto in Europa per spesa pubblica dedicata alla scuola e il Governo manterrà questa impostazione anche per l’anno prossimo con risultati evidenti: strutture vecchie e che non rispondono alle esigenze della didattica e ai bisogni di studenti e insegnanti, riduzione dell’offerta formativa, difficoltà nel predisporre percorsi di inclusione e di contrasto alla povertà educativa. Gli effetti di questa trascuratezza sono particolarmente tangibili nel nostro territorio: il numero dei laureati è tra i più bassi d’Italia e ancor più preoccupante è il dato relativo alla dispersione scolastica che nel Medio Campidano raggiunge quasi il 20%. Ciò significa che un giovane su cinque abbandona la scuola senza raggiungere diploma o qualifica professionale, precludendosi la possibilità di trovare un lavoro e - di conseguenza - rischiando di entrare nel circolo della povertà senza avere gli strumenti per uscirne in autonomia». Nel nostro territorio è in aumento il fenomeno del lavoro povero, ormai le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese «Non sorprende, quindi, che anche nel nostro territorio sia in forte aumento il fenomeno del lavoro povero. Sempre più famiglie, pur contando uno o più lavoratori, non riescono ad arrivare alla fine del mese. Il reddito non è più una garanzia contro la povertà: salari bassi, contratti a termine, stagionalità e mancanza di servizi rendono la vita quotidiana un percorso a ostacoli. Le associazioni del territorio, tra cui il Centro d’Ascolto, che abbiamo incontrato durante un evento organizzato dalla Segreteria del PD cittadino nel mese di ottobre, testimoniano in modo diretto la crescita esponenziale delle richieste di aiuto. Non si tratta più soltanto di categorie sociali tradizionalmente fragili, ma di lavoratori e famiglie che, pur impegnandosi ogni giorno, non riescono a sostenere le spese ordinarie. Tutto questo si traduce in una situazione allarmante: 1 famiglia su 4 è a rischio povertà e 1 su 3 è costretta a fare rinunce sul cibo». I messaggi che arrivano dal governo sono di altro tenore «Sono questi numeri che raccontano un disagio diffuso, silenzioso, spesso nascosto per vergogna, ma che rappresenta una vera emergenza sociale. Sanità, scuola e lavoro non sono tre comparti separati, ma costituiscono gli assi di un sistema in cui tutte le componenti sono intimamente legate e su cui si gioca il futuro del nostro territorio. Dove il sistema sanitario non funziona, le famiglie spendono di più in cure private o decidono di tralasciare la propria salute; dove la scuola non offre opportunità, i giovani restano indietro e sono spinti ad andarsene deprivando il territorio di risorse importanti per costruire il futuro; dove i salari non bastano, aumenta la fragilità sociale. Nei nostri territori, come in molte aree interne della Sardegna, queste fragilità si sommano e rischiano di rallentare ogni prospettiva di sviluppo. La legge finanziaria in discussione in queste settimane in Parlamento non solo non affronta nessuno di questi temi in maniera adeguata, ma prefigura un quadro di austerità che privilegia la stabilità dei conti pubblici piuttosto che politiche espansive o investimenti su spesa sociale, servizi pubblici e sostegno alle imprese ma non solo: gran parte delle risorse verranno recuperate attraverso tagli agli Enti Locali penalizzando ancora di più Regioni, Province e soprattutto Comuni, riducendo la loro capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini, con il beneplacito di Deputati e Senatori sardi facenti parte della maggioranza di Governo». Come il PD pensa di contrastare il fenomeno dell’astensionismo, in particolare da parte dei giovani che si dimostrano sempre meno interessati alla politica? «Il Partito Democratico di Guspini ha avviato nei mesi scorsi una serie di incontri dal titolo “Ascoltare per capire, capire per dialogare, dialogare per costruire” che vogliono rappresentare un percorso di confronto con la cittadinanza per definire una piattaforma programmatica da presentare agli elettori alle prossime elezioni amministrative. Questo tipo di approccio, basato sull’ascolto e sul confronto, vuole costituire il metodo di lavoro che il PD cittadino vuole utilizzare in tutte le sedi per favorire la partecipazione e il coinvolgimento della cittadinanza e degli attori locali anche al fine di contrastare il fenomeno dell’astensionismo e della disaffezione dalla politica che colpiscono in particolare i giovani».

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