di Maurizio Onidi
Una nuova impresa nasce a Guspini. Marino e Ilaria Zurru, rispettivamente fratello e sorella, arburesi, hanno aperto la loro attività di panificatori in quella che fino a qualche anno fa, vedeva Gina Caddeo, dietro il bancone dello storico panificio guspinese di via Giovanni Antonio Sanna, aperto nel 1952 con il marito Giovanni Pintus e il fratello Peppino.
Forno che nel 2018 ha abbassato la serranda, con il pensionamento del figlio Sergio, che ha portato avanti l’attività dal 1975, con l’uscita di scena, causa malattia del padre Giovanni. Tzia Gina, come era affettuosamente chiamata da tutti, recentemente scomparsa all’età di novantatré anni, ha svolto per settantaquattro anni quel lavoro che “Grazie allo stare a contatto con la gente, mi faceva sentire viva e vegeta”, come spesso ripeteva a chi le chiedesse il segreto della sua longeva attività lavorativa.
«Ho sempre avuto questa passione fin da piccolo, quando nel panificio di famiglia mi incuriosivo nel vedere come si lavorava il pane», dichiara Marino Zurru, «Di fatto, con esclusione del periodo scolastico, la mia vita è stata sempre all’interno di un panificio. Ritengo che alla mia età, con la passione e l’esperienza nel settore, sia giusto che questo salto lo faccia, per realizzare il sogno della mia vita e per la responsabilità nei confronti della mia famiglia composta da cinque persone. Il momento non è certamente dei migliori», evidenzia il giovane imprenditore, «È, però, anche vero che se ci lasciamo sovrastare dalle considerazioni non andiamo da nessuna parte. Sono consapevole delle difficoltà alle quali stiamo andando incontro ma quello che mi conforta è la determinazione, la voglia di lavorare e l’amore delle persone che mi stanno accanto».
Non meno determinata la sorella Ilaria che va dritta al sodo «È da vent’anni che lavoro in questo settore. Lavorare dietro il banco è quello che mi appaga. Mi associo a quanto detto da mio fratello circa le difficoltà che incontreremo lungo il cammino ma non lasceremo nulla di intentato. Sarà la clientela, giudice del nostro futuro e proprio per questa ragione saremo sempre attenti ai suggerimenti e anche alle critiche che dovessero arrivare che ci sproneranno a fare sempre meglio».
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