Guspini, parrocchia di san Nicolò: buona vita don Nico Massa


Mons. Antonio Massa nasce nel luglio del 1948 a Gonnosfanadiga, come il suo compaesano don Raffaele Cabitza che ha retto la parrocchia di San Nicolò dal 1919 al 1955.
Guspini, parrocchia di san Nicolò: buona vita don Nico Massa

Monsignor Antonio Massa è stato il 36° parroco della Chiesa di San Nicolò in Guspini; è quanto si può ricavare dallo scritto di don Edmondo Locci in “Guspini, Storia civile e religiosa di un popolo”. Il primo fu il Rettore, Canonico Antiogo Hollano, in quel lontano1618-1630 quando fu costruita la parrocchiale di San Nicolò.

Monsignor Antonio Massa nasce nel luglio del 1948 a Gonnosfanadiga, come il suo compaesano Canonico Raffaele Cabitza che ha retto la parrocchia di San Nicolò per 36 anni, dal 1919 al 1955.

L’ Ordinazione Sacerdotale di don Antonio Massa risale al 19 agosto 1972.

Nel 1984 è mandato come viceparroco a Guspini. Giovane prete entra subito in sintonia con la comunità, soprattutto con i giovani che vivono la stagione postconciliare e si fanno molte domande. Le attività con i giovani si estendono dal volontariato al servizio della comunità, alla ricerca di Dio, all’orientamento in una società in rapida evoluzione. Per i guspinesi è sempre stato don Nico, per i più vicini Nico, le distanze si accorciavano anche così.

Amante del territorio, che ha frequentato anche da solo, profondo conoscitore dei boschi del Linas, della catena dell’Arcuentu e della Costa Verde che ha come confine naturale il mare. Non era insolito che le giornate con i giovani di Guspini e anche di altre parrocchie dove ha prestato il suo servizio si svolgessero in questi ambienti dove si viveva di gioco, riflessione, preghiera ed esperienza comunitaria. Ogni occasione era opportuna per sognare e pensare a un mondo migliore, conoscere e vivere la comunità.

Poi il suo trasferimento in altre parrocchie sino al 2014, quando è stato chiamato ancora a Guspini, stavolta come parroco. È facile intuire che diventare responsabile di una comunità che ha una sua storia, una tradizione, sia diverso dal fare il viceparroco. Dal 6 di settembre sarà in pensione? Non proprio, come lui stesso ha detto “il prete, veramente, non va in pensione. Per i più è collocato a riposo”. Tornerà nel suo paese natio a Gonnosfanadiga, dopo essere stato a capo della comunità che ha guidato con continuità, impegno e discernimento e della quale ha riconosciuto, valorizzato e stimolato le molte attività. E lui stesso a riconoscere ciò che, dopo 12 anni, lascia in eredità a chi lo sostituirà “un laicato motivato, preparato e competente”, che collabora all’interno della comunità in tutti i settori, da quello sportivo, con la Fortitudo, quello formativo con le associazioni che si occupano di formazione ed educazione come l’azione Cattolica, gli scout, l’oratorio; ad esse si aggiungano le associazioni di volontariato quale il centro d’Ascolto “Mons. Spettu” che, presente nella parrocchia di san Nicolò, collabora con le Parrocchie di san Pio X e San Giovanni Bosco cercando di rispondere alle esigenze primarie di molti cittadini di Guspini.

Arrivato alla fine del suo mandato, è lui stesso che, da presbitero, riconosce: “Anche per il prete arriva il momento in cui deve porre termine ai ruoli istituzionali, per lasciare spazio a chi lo può sostituire con energia creativa e vitalità rinnovate”. Aggiungendo: “Se Dio mi lascia ancora energia e lucidità mentale, vitalità spirituale, amore per la sua Chiesa, per il tempo che vorrà, spero di poter dare un qualche contributo alla vita ecclesiale. Insomma: desidero fare il prete, per le dimensioni che sono identitarie per questo ministero: presiedere le celebrazioni liturgiche, esercitare il servizio della Parola, con l’omelia, la catechesi, la proposta di cultura religiosa, per quanto la mia competenza può disporre”.

Che dire, la comunità di san Nicolò ringrazia don Nico che l’ha guidata in questi 12 anni e si prepara ad accogliere il nuovo parroco chiamato al suo servizio.
 

FOTO DI SANDRO RENATO GARAU

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