di Maurizio Onidi
Presentato nel pomeriggio di oggi 31 marzo, il video “Agnese si racconta”, intervista ad Agnese Liscia Mancosu, classe 1927 , curata per conto dello Spi Cgil, da Maria Francesca Mandis, Clelia Onidi, Adriana Ortu e Caterina Tiana. L’evento, organizzata dall’Auser in collaborazione con la Lega Spi Cgil, che ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico, a testimonianza della stima che i guspinesi nutrono per Agnese Liscia, si è tenuto nei locali della sede Auser, ex Scuola Materna, via Togliatti 1.
A fare gli onori di casa, la presidente dell’Auser Carmen Marongiu che dopo il saluto di benvenuto alla festeggiata, che da qualche anno vive a Cagliari con le figlie, ha dato il via alla proiezione del video intervista che racconta la vita di “zia Agnese” come affettuosamente è chiamata da tutti a Guspini, facendo rivivere i momenti più importanti dell’immenso lavoro fatto da questa “bracciante agricola” come lei si definisce.
L’infanzia, con i lavori in campagna, la scuola al tempo del fascismo, l'impegno politico, la militanza nell’Udi (Unione donne italiane) e l’scrizione al Pci nel 59, lo sciopero dei minatori del 1961, 17 giorni di occupazione della miniera, l’impegno per i diritti delle donne, la mobilitazione per l'assistenza al parto, quando si partoriva in casa e bisognava pagare per l’assistenza, le battaglie per la pensione alle casalinghe sono i temi trattati nel video.
Tanti gli interventi che si sono susseguiti nel corso della manifestazione: Maria Francesca Mandis, coautrice del video, Luisa Mancosu, figlia di Agnese Liscai, Marinello Frau, segretario della Spi Cgil, Rossella Pinna, consigliere regionale Pd, Francesca Tuveri, assessore alla cultura, Francesco Marras, ex sindaco di Guspini, Gian Carlo Pusceddu, ex presidente cooperativa Borgonovo, e Claudia Cocco.
«Si faceva questo lavoro perché eravamo convinte di questi principi» ha dichiarato zia Agnese, con la lucidità che la contraddistingue nel ringraziare tutti i presenti ricordando che «Tutto quello che ho fatto lo rifarei dichiara con soddisfazione e convinzione. Non si vive solo di lavoro. Io sono una bracciante agricola e sono fiera di esserlo. Mi manca Guspini».
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