Venerdì 12 maggio nella Biblioteca Comunale “Sergio Atzeni” in Guspini è stato presentato il libro autobiografico di Carlo Concas “Racconto della mia vita” dedicato al nipote Camillo.

Alla presenza di un pubblico attento e partecipe l’autore ha ripercorso quasi 100 anni di storia, è nato infatti nel 1932. Carlo Concas ha dialogato con il giornalista Maurizio Onidi e con la scrittrice Iride Peis curatrice dell’opera, rivelando alcuni aspetti della sua storia di vita che hanno coinvolto il privato, la famiglia, l’attività lavorativa e quella sociale e politica. Nato durante il fascismo a Fluminimaggiore si è trasferito a Montevecchio, dove ha lavorato e abitato per lunghi anni. Ciò che colpisce sono i cambiamenti sociali riportati con precisione e molta attenzione. Le difficoltà iniziali della famiglia, il fascismo, la sua caduta, la vita repubblicana; le molteplici esperienze lavorative che gli hanno permesso di percorrere le vie del mondo. La storia si dipana in un tempo dato e si allarga in uno spazio che cambia spesso repentinamente. Fondamentali i luoghi, molti, spesso diversissimi che gli hanno permesso di vivere una vita piena. Scrivendo ad un nipote non potevano mancare le radici, quelle familiari.
Stimolato da Iride Peis e condotto nel dialogo da Maurizio Onidi ha raccontato i cambiamenti avvenuti nel suo lavoro presso le miniere di Montevecchio, il moderno centro meccanografico, agli albori in Sardegna, ce ne era solo un altro, i rapporti con i dirigenti e gli operai. Uno spaccato antropologico che è dell’autore, ma che coinvolge tutte le comunità nelle quali ha vissuto appieno le porzioni di tempo della sua vita. Non manca la descrizione precisa dei luoghi attorno ai cantieri minerari. Possiamo dire che la storia di vita di Carlo Concas, non è solo sua personale ma è quella di donne e uomini, comunità diverse che, in quasi un secolo, sono cresciute e si sono trasformate.
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