Convocazioni per esami medici, bollette, cartelle esattoriali, lettere sono solo un miraggio nella frazione “Sa Zeppara” «È un mese ormai che di posta non ne riceviamo più, non sappiamo più a chi rivolgerci e i disagi si sono moltiplicati per tutti». Luisella Frau parla a nome di tutti i residenti della frazione e lo fa denunciando «una situazione che a questo punto è diventata insostenibile». Il problema non è nuovo e il recapito della corrispondenza sta diventando un miraggio. Le cassette di Poste Italiane sono all’asciutto da un pezzo. «Parliamo di un mese abbondante di disagi - conferma Luisella Frau - così siamo in ritardo su pagamenti, ricezione di materiale e di comunicazioni importanti. Alcuni residenti a esempio avrebbe dovuto sottoporsi ad alcuni esami clinici, ma hanno ricevuto la convocazione con molto ritardo». La portavoce si è rivolta agli addetti dell’ufficio postale, a cui non è imputabile in alcun modo il prolungato disagio. «Si sono scusati», rimarcano altri residenti, «hanno parlato di disguidi per mancanza di personale, di ponti festivi che si sono sommati ultimamente, però di soluzioni non ce ne hanno dato. Ci siamo rivolti anche al Comune, ma anche in questo caso non abbiamo avuto risposte esaustive. Ci auguriamo che qualcuno ascolti il nostro appello». Il problema del recapito della corrispondenza nelle frazioni o nei centri rurali già alcuni mesi fa era stato argomento di discussione di contatti tra sindaci, il commissario della Provincia del Sud Sardegna, il prefetto di Cagliari e i vertici locali di Poste italiane, che decisero di garantire a giorni alterni il recapito. Però la posta a Sa Zeppara è arrivata sempre a singhiozzo e con certo ritardo. Ora la situazione si è aggravata. «Ce ne siamo accorti quando sono state recapitate le bollette del telefono, dell’acqua e dell’energia elettrica - dice Luisella Frau – Siamo andati in Comune per le bollette già scadute, ma nessuno ha voluto alleviare i nostri disagi».
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