Simona Cogoni[/caption]
Nel tentativo di affrontare almeno in parte questo problema, la ASL territoriale ha organizzato alcune giornate dedicate all'emissione di impegnative e ricette mediche, grazie alla presenza di professionisti medici disponibili. Questa iniziativa cerca di garantire almeno una minima assistenza a coloro che sono ancora in attesa di un medico di medicina generale. Tuttavia, è importante sottolineare che tali prescrizioni vengono concesse solo dietro presentazione di adeguata documentazione medica, e gli esami specialistici vengono autorizzati solo in situazioni di urgenza o necessità impellente, previa presentazione di idonea documentazione.
È evidente che questa soluzione temporanea si sta dimostrando insufficiente di fronte all'ampiezza del problema, considerando che oltre mille dei nostri concittadini sono ancora privi di assistenza medica. La preoccupazione è che, con il pensionamento di altri medici titolari o la scadenza dei contratti a tempo determinato dei medici sostituti, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.
Le conseguenze di questa carenza di medici sono gravi e si riflettono sul fatto che molte persone non possono accedere alle cure di un medico quando ne hanno bisogno. Anche coloro che si ammalano e lavorano si trovano impossibilitati a ottenere certificati medici di malattia a causa della mancanza di medici di base.
LA FRAGILITÀ DI ALCUNI CITTADINI
Questa situazione ha delle conseguenze frustranti anche sul piano umano e psicologico, poiché obbliga i pazienti a interagire con diversi medici, generando una mancanza di continuità e fiducia nella relazione medico-paziente. Questo problema è particolarmente critico per i nostri concittadini che soffrono di gravi patologie come tumori, diabete e malattie cardiache, che richiedono un monitoraggio costante e l'accesso a servizi specializzati come l'ADI.
Anche gli anziani della nostra comunità sono colpiti duramente da questa carenza, poiché molti di loro necessitano di visite mediche a domicilio regolari, il che diventa complicato senza medici di base disponibili. Negli ambulatori presso i quali prestano servizio i sostituti nominati per questa emergenza, i pazienti sono costretti ad attese lunghe ore, per di più ammassati, perché fruibili per centinaia di pazienti, solo una o due volte la settimana. Purtroppo, le guardie mediche, già sovraccariche, non sempre riescono a far fronte in modo adeguato a questa situazione, e ciò ha portato a situazioni in cui persone, spinte dalla disperazione, si sono ritrovate a cercare aiuto presso queste strutture in modo disordinato: un caso recente ha messo in evidenza la frustrazione dei cittadini di Guspini.
LA RACCOLTA FIRME
In risposta a questa situazione critica, noi cittadini di Guspini ci siamo uniti, abbiamo raccolto testimonianze e firme che verranno allegate a questa lettera perché vogliamo che si intervenga per avviare delle azioni programmatiche che, sebbene possano non risolvere il problema nell'immediato, potranno evitare che negli anni a venire la situazione peggiori ulteriormente. Noi cittadini di Guspini chiediamo a gran voce il rispetto del diritto alla salute.
LE NOSTRE PROPOSTE
È necessario intervenire nel sistema e ragionare nel lungo periodo con strumenti efficaci. Le proposte che elenchiamo vorremmo venissero analizzate a livello regionale e nazionale e sono le seguenti, che schematizziamo in due punti fondamentali:
- È necessario aprire il corso di laurea di medicina e in generale delle professioni sanitarie a un numero illimitato di studenti.
- Sono necessarie figure di supporto che si occupino delle pratiche burocratiche negli studi medici, così da restituire ai medici quella che è la loro principale mansione: fare il medico di base che può dedicarsi al paziente, perché la sua è una figura confidenziale. Affiancare quindi i medici di medicina generale con infermieri e figure amministrative o di segretariato, capaci di snellire alcune pratiche di salute e procedure burocratiche, è indispensabile perche solo in questo modo sarà possibile restituire ai medici la loro principale mansione. In questo modo ogni medico sarebbe in grado di gestire un numero di pazienti maggiore rispetto a quelli che oggi può assistere.
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