Il termine resilienza, vista la sua derivazione dal termine resiliens, potrebbe evocare semplicemente la capacità di un organismo - dopo una deformazione traumatica - di ritornare allo status quo ante ma, siamo certi, o per lo meno auspichiamo che, nell’accezione corrente non sia utilizzato in senso stretto. Il Piano di resilienza va inteso come strategia certo utile a superare una crisi ed a prevenirne una prossima, ma più compiutamente come piano di sviluppo futuro che ha la capacità di trasformare una esperienza avversa in opportunità di crescita e rafforzamento per a costruzione di una società nuova che conservi i valori condivisi del passato e abbia gli strumenti di crescita e progresso umano e sociale.
In ogni caso a noi sembra che, comunque, in questo momento più che mai, il lavoro sia la vera cura del paese. Il lavoro che va difeso perché non sia mai più povero, frammentato, sottopagato ed occasione di sfruttamento. Per questo come CGIL riteniamo sia utile, sia pure in un contesto caratterizzato dalle limitazioni di movimento e socialità, rimarcare la importanza della ricorrenza del I Maggio. A maggior ragione in un territorio come – la Sardegna Sud Occidentale – dove la mancanza di lavoro può quasi ritenersi endemica e soffre di conseguenza del triste primato di territorio più povero d’Italia.
Non è un caso infatti che lo slogan adottato da CGIL CISL e UIL Nazionali per il I Maggio 2021 sia “L’Italia si cura con il lavoro”.
Buona festa dei lavoratori a tutti.
Il Segr. Gen.le Camera del Lavoro
Antonello Congiu
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