L'eccidio fu premeditato raccontano gli storici. Era l'11 maggio del 1920 nelle miniere di Monteponi, Campo Pisano e San Giovanni, un giorno di lotta che ancora una volta, dopo l'eccidio di Buggerru, viene bagnato del sangue dei minatori. Circa 2000 gli operai che dalla miniera di Monteponi partirono in corteo alla volta di Iglesias, alla base della protesta le condizioni di vita e i salari molto bassi che a malapena bastavano per sopravvivere. In programma un incontro con l'allora sindaco Angelo Corsi alla ricerca di una soluzione dopo che l'Ingegner Binetti massimo dirigente della società, con arroganza e provocazione rifiutò qualsiasi richiesta. La strage pianificata a tutela degli interessi della direzione non fece sconti : le guardie regie schierate per prevenire eventuali tumulti spararono sulla folla inerme, fu un autentico massacro. Cinque operai morirono sul colpo, altri due per le ferite riportate. Tantissimi i feriti. Migliaia le persone che presero parte ai funerali. Nello stesso anno il 9 dicembre del 1920 dopo mesi e mesi di lotta fu finalmente firmato un importante accordo dove vennero riconosciuti ai minatori aumenti salariali, indennità di carovita e una maggiore libertà sindacale con il riconoscimento delle commissioni interne liberamente elette dagli operai.
© Riproduzione riservata