Igor Olla e il progetto baby-karate psicomotricità


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>Il progetto del baby-karate psicomotricità è nato alcuni anni fa dalle osservazioni del dottor Igor Olla, originario di Guspini, sulla pedagogia utilizzata nella pratica sportiva con i bambini e negli ultimi due anni è stato applicato e sperimentato in diverse scuole dell’infanzia della Sardegna ed in diverse palestre e centri di aggregazione dell’isola.

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Pedagogista, formatore, già docente universitario di pedagogia generale e di didattica generale, Attualmente docente di psicologia è praticante di arti marziali dal 1995; Negli ultimi vent'anni ha praticato judo, nunchaku, krav maga, difesa personale, aikido, ju-jitsu, goshin-jutsu e karate shotokan; Cintura nera di karate shotokan JKA (Japan karate Association) conferita dai maestri Kunio Kobayashi (istruttore della sede centrale Japan Karate Association di Tokyo) e Takeshi Naito (Responsabile nazionale JKA Italia);

L'arte marziale TE (mano) ha una storia millenaria ed affonda le sue radici nell'isola giapponese di Okinawa. Le prime fonti storiche affermano che il capo clan Shoha, dopo l'unificazione della regione in seguito a decenni di guerre, proibì l'uso di armi. Circa un secolo e mezzo dopo, a cavallo del 1600, il clan Satsuma invase Okinawa portandola sotto l'egida dello shogunato giapponese, mantenendo il divieto dell'uso di armi, appannaggio esclusivo dei samurai.

Il karate si sviluppò come metodo di difesa personale senza armi, trasmesso oralmente e in segreto. Occorrerà attendere la nascita di Gichin Funakoshi (1868) che, dedicando tutta la sua vita al karate, ne permise la diffusione da Okinawa a tutto il Giappone e poi, grazie alla fondazione nel 1949 della JKA (detta anche Nihon Karate Kyokai) in tutto il mondo. Con la presenza in oltre 150 nazioni, la JKA (Japan karate Association) è la più grande e prestigiosa organizzazione di karate nel mondo.

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Igor Olla nei suoi studi ha analizzato la didattica delle arti marziali osservando che pochissime discipline accettavano come praticanti bambini di età inferiore ai 6/7 anni in quanto ritenuti non adatti ad apprenderne la disciplina ed i movimenti specifici.

Il baby-karate ad approccio psicomotricista inizia a proporre le attività a decorrere dai tre anni di vita del bambino. Ciò che viene tenuta come considerazione primaria è la peculiarità di ogni singolo bambino, i diversi tempi di sviluppo e di apprendimento di ognuno, le diverse inclinazioni individuali. Il baby karate aiuta il bambino a crescere e sentirsi accettato ed accolto secondo i propri tempi di apprendimento.

Il bambino nella pratica del karate non ha le stesse finalità di un adulto, Questo rappresenterebbe una forzatura – spiega Igor Olla -  ed una posizione al limite della violenza psicologica che porterebbe il minore ad allontanarsi per sempre dalla bellezza e dai benefici dati dalle discipline marziali. Occorre che gli istruttori tengano sempre presente che il bambino spesso si muove per divertirsi, per rilassarsi, o semplicemente solo perché in quel momento gli va di farlo”.

Gian Luigi Pittau

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