I suoi ricordi saranno tantissimi.
«Oserei dire quasi infiniti. Legati non solo a Baradili, il paese più piccolo della Sardegna, ma anche ai centri vicini: Baressa, Ussaramanna, Sini, Gonnosnò, Lunamatrona, Barumini e via dicendo. Per non parlare della Giara e del Monte Arci».
Insomma campagnolo e montanaro.
«Campagnolo sì, montanaro no. Sia la Giara che il Monte Arci hanno altezze contenute. In quest'ultimo periodo sto riscoprendo il mare. Finisco quasi sempre per andare a S' Archittu , ma anche Is Arutas, San Giovanni, Torre Grande ecc, mi evocano piacevoli ricordi».
A proposito di ricordi. Si era parlato di un libro di racconti.
« Sì, sto procedendo, spero, come detto alla fine del 2018, di poterlo pubblicare entro maggio. Non ci saranno solo i miei ricordi e i ricordi delle persone a me care, ma anche racconti inventati di sana pianta. Ne ho scritti tanti, forse troppi. Devo selezionare quelli che ritengo possano essere i migliori. Non solo novelle bucoliche, ma anche tanto altro».
Soddisfatto de " Il miglio deve ancora venire"?
«Sì. So bene che si tratta di un libro particolare, ma alla fine dei conti , io sono particolare. Molto. Intanto proseguo con le presentazioni. Il nove sarò a Nùoro al Caffè Tettamanzi: ci andava Salvatore Satta. Mi viene da riflettere parecchio. Poi tornerò a Cagliari, dove sono partito il 5 novembre: la prima fu alla Fondazione di Sardegna con Giacomo Mameli, Celestino Tabasso e Lia Careddu. Prima, però, toccherò altri paesi».
A tutti coloro che non si arrendono, è la dedica del primo libro. Il secondo a chi lo dedicherà?
«Non ci ho ancora pensato. Ho già deciso titolo e copertina, ma non la dedica. Sarà l'ultima cosa».
© Riproduzione riservata