di Claudio Castaldi
Nato a Ploaghe l’8 marzo 1803 da una famiglia ben agiata di possidenti terrieri.
All’età di nove anni (1812) si trasferì a Sassari per frequentare le scuole degli Scolopi. Pochi anni dopo entrò nel seminario di Sassari e a 12 anni ricevette il titolo di Magister artium liberalium (Maestro delle arti liberali).
Sempre puntuale negli studi e con buoni voti conseguì il Baccalaureato in Teologia (che corrisponde a una laurea di primo livello in teologia cattolica) nel 1925 ad appena 22 anni. Due anni dopo ricevette gli Ordini Sacri.
Iniziò a insegnare alle scuole elementari e proseguì i suoi studi filosofici.
Nel 1830 divenne dottore delle arti liberali, si trasferì a Roma dove dedicò i suoi studi all’ebraico, arabo e greco che gli permisero a 31 anni (1834) di diventare docente universitario in Sacra Scritture e lingue orientali nell’ateneo di Cagliari e direttore del museo archeologico, attuale Cittadella dei musei in Castello.
Nel 1839 divenne direttore della biblioteca universitaria. Dopo circa 15 anni ricevette l’incarico di preside al liceo Dettori e dal 1857 fino al 1868 fu rettore dell’università di Cagliari.
Ricevette la nomina di senatore del Regno d’Italia ma non accetto l’onorificenza.
Morì a settantacinque anni il 3 aprile 1878 ed è sepolto nel cimitero di Bonaria.
Dalla storia della sua vita possiamo evincere due fattori importanti: la prima, la sua grande dote nello studio spaziando dalla teologia, alla filosofia e alle lingue semitico-indoeuropee; la seconda, il suo grande amore per l’archeologia, infattti è considerato uno dei più importanti studiosi di archeologia.
Curò il bollettino di archeologia e quello delle scoperte archeologiche fino a due anni prima della sua morte.
«Tutti i sardi devono conoscere la loro terra», affermava e i suoi studi, le sue opere, i suoi scavi e le sue conoscenze dei dialetti sardi ci hanno trasmesso un vasto patrimonio culturale.
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