Il paese del Sarcidano ha ospitato per il terzo anno consecutivo una manifestazione che ha trasformato il centro abitato in un palcoscenico diffuso, diventando così per due giorni capitale delle arti contemporanee.
Queste le parole della direttrice artistica Francesca La Cava: “Quando abbiamo scelto Isili per la prima volta sapevamo che la sfida sarebbe stata proprio questa: non portare semplicemente degli spettacoli in un paese, ma costruire qualcosa insieme al paese. Al terzo anno vedere il teatro affollato, gli artisti dialogare con gli artigiani e il pubblico lasciarsi incuriosire da linguaggi anche molto diversi tra loro è una grande emozione. Isili dimostra che non servono grandi città perché possa nascere un grande progetto culturale. Servono identità, apertura, curiosità e una comunità disposta a incontrare l’arte”.
Il festival è stato inaugurato sabato 29 al MARATE’, Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto, con “Archeologie contemporanee – Trame del presente”, personale di Renzo Francabandera. Molte delle opere nascono da manifesti, vecchie fotografie, ricordi apparentemente destinati ad essere scartati ma che l’abilità dell’artista ricompone restituendogli una seconda vita. Ospite della mostra Cristina Ricci, console onoraria dei Paesi Bassi, invitata dallo stesso artista.
L’esposizione, per la prima volta in Sardegna, resta aperta al pubblico fino a domenica 27 settembre.

La sera, il centro del Festival si è spostato al Teatro Sant’Antonio che ha accolto il Live Painting di Francabandera, “Moirai” di EgriBiancoDanza e il primo studio di “TEXTURE. Corpo in trama”, produzione del Gruppo E-Motion con concept di Francesca La Cava e Alessandro Olla.
Domenica 30 la manifetazione ha ospitato “Panta Rhei” della Compagnia Petranura Danza e “Il corpo danzante – Omaggio a Pasolini” della Mandala Dance Company, che hanno chiuso il primo fine settimana di spettacoli.
Spazio aperto anche ai laboratori artistici di Daniela e Dolores Ghiani, dove la tradizione non è esposta come qualcosa di immobile ma affidata alle mani di donne che continuano a cambiarla. Realizzare un metro quadrato di tessuto significa una settimana di lavoro, otto ore al giorno. Ma dentro quella superficie non ci sono soltanto fili. Ci sono storie, racconti, simboli, immagini e frammenti del paesaggio.

“Volevamo che gli artisti incontrassero tutto questo”, prosegue La Cava. “Il gesto di una tessitrice e quello di un danzatore possono sembrare lontanissimi, invece hanno molto in comune: disciplina, ripetizione, memoria, corpo, tempo. In Situ nasce esattamente in quello spazio di incontro. E quando vedi un pubblico che dopo uno spettacolo vuole conoscere una tessitrice, entrare in una bottega o capire come nasce un’opera, senti che il Festival sta facendo quello per cui è stato immaginato”.
L’intera manifestazione è stata seguita passo dopo passo da Ilse Atzori, assessora alla Cultura del Comune di Isili: “Non ho voluto perdermi un solo momento perché In Situ va vissuto, non semplicemente raccontato, Vedere il teatro pieno, vedere persone arrivate per gli spettacoli entrare nei nostri luoghi, incontrare i nostri artigiani e scoprire Isili attraverso l’arte è un’emozione straordinaria. In questi giorni abbiamo visto concretamente cosa significa quando diciamo che la cultura può essere uno strumento di crescita e di valorizzazione di un territorio”.
In Situ tornerà sabato 5 e domenica 6 settembre, con nuovi appuntamenti tra Parco Asusa e Teatro Sant’Antonio. Sabato spazio anche alle famiglie con “Bianca e Rossa” di ASMED – CRID Sardegna, seguito in serata da “Sa Ballada” del Gruppo E-Motion, “Puzzle” di Resextensa – Porta d’Oriente e “Trilogia del Tempo Sospeso – Secondo Matteo” della Compagnia Francesca Selva.
Domenica accanto al Gruppo E-Motion arriveranno EnclaveDanza dalla Spagna con “Terra Ferida” e il Teatr Tańca Zawirowania dalla Polonia con “In Pursuit Of…”.
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