Il Medio Campidano al voto


di Lorenzo Argiolas
Si vota, o almeno saranno dodici i comuni di quella che fu (sarà?) la provincia del Medio Campidano chiamati al rinnovo delle proprie amministrazioni. Molti sono comuni vicini e confinanti con San Gavino: Pabillonis, Sanluri, Gonnos e Guspini; altri sono comuni un po’ più lontani, come Arbus, ai quali ci unisce comunque un forte legame sociale, culturale e politico. San Gavino ha fatto un po’ da “apripista”, in tal senso, con le elezioni che si sono tenute a giugno dello scorso anno, stavolta le contese elettorali invece, causa covid, si svolgeranno in pieno autunno. Quasi ovunque si sono presentate due liste, fatta eccezione per Gonnosfanadiga in cui ne troviamo addirittura tre. A Sanluri pareva che ci fosse una sola lista in lizza, se non fosse per la presentazione di un’altra compagine (di chiara matrice partitica), all’ultimo minuto, che ha forse scongiurato l’incubo del quorum per qualcuno. In ogni caso il dato inoppugnabile che emerge è che sempre meno persone decidono di mettersi in gioco e dedicare il proprio impegno, le proprie competenze e i propri sforzi alla comunità. C’è da capirlo, essere amministratori oggi è faticoso e, talvolta, svilente. Ci vuole una buona dose di coraggio e di disinvoltura. Forse è l’effetto di un’antipolitica dilagante che fa dei social la propria arma migliore, social che a volte aiutano ad animare il dibattito, altre volte invece alimentano solo le peggiori e inutili polemiche. Forse, però, è anche l’effetto di chi spinge i cittadini a non votare (abbiamo esempi recenti) e parliamo di politici rampanti e amministratori miopi, incapaci di guardare al di là del proprio naso, che si occupano della cosa pubblica con pressapochismo e inconcludenza, dimostrando di non saper amministrare nemmeno un’attività ordinaria come quella del decoro urbano. Ai candidati, di qualunque paese e di qualunque lista faccio i miei migliori auguri appellandomi al senso di responsabilità di ciascuno. Non affidatevi solo alla bella presenza e alle esperienze pregresse, ma elaborate idee, programmi e proposte che siano concreti e guardino al domani. Il nostro è uno dei territori più poveri della Sardegna e d’Italia. E parlo di una povertà che non è solo economica, ma talvolta anche sociale e culturale. Occorre cambiare rotta e la politica non può continuare a stare a guardare. A chi fra qualche giorno si recheranno alle urne auguro un buon voto, sono sicuro che saprete scegliere il meglio per le vostre comunità senza dimenticare il territorio a cui tutti noi apparteniamo.

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