Il Parco è un centro di aggregazione, aperto da maggio sino ai primi mesi d’autunno, dove nascono occasioni d’ incontro tra ragazzi promuovendone il processo di integrazione e crescita formativo - culturale. In questa prospettiva è stato realizzato un “orto sinergico” curato secondo i crismi veri di questa attività. L’Orto è basato sui criteri della coltivazione naturale delle piante, senza lavorazione del suolo né utilizzo di ammendanti, concimi chimici o diserbi. Gli ortaggi raccolti quotidianamente vengono utilizzati dalla cucina del Parco. [caption id="attachment_88703" align="alignleft" width="475"]
Gigi Frau[/caption]
Gestito da Gigi Frau, un esperto di manutenzione del verde pubblico per professione, segue il parco con un’attenzione quasi maniacale tenendolo sempre pulito ed ordinato per far star bene i residenti e gli ospiti dei paesi vicini. Curare un’area verde, per il responsabile della complesso, rappresenta la scelta ottimale qualora si voglia avere la sicurezza che le piante possano crescere in maniera perfetta.
Nei pomeriggi d’estate è punto di riferimento di uomini e donne di ogni età.
La sera è frequentato soprattutto dai giovani del paese e dei paesi contermini a dimostrazione che d’estate è sempre un piacere fare una capatina “Al Parco”. Rimanendo sul tema verde, considerando il consenso che riscuote dalle persone che lo frequentano, si può parlare di un vero e proprio fiore all’occhiello del comune di Serrenti.
Questo a conferma che quando un bene pubblico è affidato a persone che ci mettono l’anima nel gestirlo i risultati non tardano a presentarsi. Aver realizzato all’interno del Parco un orto sinergico di vaste dimensioni, produttivo tutto l’anno, conferma quanta dedizione viene riservata allo spazio che gli è stato affidato. Gigi Frau, in collaborazione con altri cittadini serrentesi interessati a far conoscere i vari siti “de su sartu de susu”, considerata la posizione strategica della struttura, sta valutando di ampliarne l’attività in funzione della valorizzazione delle campagne di Serrenti che confinano con gli agri di Furtei, Sergariu, Guasila e Samatzai, organizzando dei piccoli “cammini verdi”.
L’idea è da apprezzare in quanto il comune di Serrenti, nella parte collinare del suo agro, è ricchissimo di storia mineraria e archeologica. La miniera di Monti Porceddu è indubbiamente quella di maggiore importanza tra le miniere di caolino. Nel 1932 la produzione di caolino grezzo di questa miniera raggiunse le 17.611 tonnellate, paragonata alla produzione del resto d’Italia di solo 13.000 tonnellate. Ma le località “Corantzura”, “Sa Tellura” e “Monti Sebara” non sono da meno: fanno parte di quel patrimonio ex minerario ed archeologico ancora da studiare e valorizzare.
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