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>Un secco no alla devastazione dell’ambiente e alla trasformazione di 300 ettari di terreni agricoli o naturali in un enorme parco termodinamico, in totale spregio della volontà delle comunità locali e delle amministrazioni dei Comuni di Gonnosfanadiga, Guspini e Villacidro. È questa la dura presa di posizione della segreteria provinciale del partito Democratico che, dopo aver sentito l’assemblea territoriale, si è dichiarata contraria all’unanimità, trasmettendo un dettaglio documento al segretario regionale Giuseppe Luigi Cucca e a quello nazionale Matteo Renzi.
Gonnos Manifestazione No al Termodinamico foto fernanda pinna[/caption]
«L’impianto - sottolinea il segretario provinciale del Pd Stefano Musanti - occuperebbe 232 ettari attualmente destinati allo sviluppo agro-pastorale. Inoltre l’elevatissimo consumo d’acqua previsto dal progetto è incompatibile con le caratteristiche idrogeologiche, pedologiche e paesaggistiche del territorio. In più il progetto è incompatibile col piano energetico e ambientale della Sardegna e totalmente difforme dalla programmazione e dalla governance del territorio voluta dai Comuni per la vicinanza alle aree abitate».
Questa posizione si pone in una linea che ha già visto il Pd sardo contribuire al piano energetico ambientale regionale attraverso il documento “Sardegna 2040 carbon free”, fondato sulla salvaguardia del patrimonio paesaggistico isolano in un quadro di benessere economico, rivolto verso le reti intelligenti (smart grids) come opportunità di crescita, lavoro e competenze, in cui tutti i sardi possono riconoscersi, per una energia prodotta da piccoli impianti in maniera diffusa, accumulata e distribuita quando serve.
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Gonnos Manifestazione No al Termodinamico foto fernanda pinna[/caption]
Un impianto come quello di Gonnosfanadiga avrebbe conseguenze devastanti per il Medio Campidano: «Questo progetto - rimarca la segreteria provinciale - è insostenibile come è stato perfettamente argomentato dalla Regione Sardegna, dal Ministero dei Beni Culturali e Paesaggistici, nonché dalle Sovraintendenze nei numerosi pareri negativi emessi. In più vi è stata l’assoluta opposizione del Consiglio Regionale che ha approvato la mozione numero 250 del 2 settembre 2016, dell’Anci Sardegna, del Parco Geominerario della Sardegna, della provincia del Medio Campidano, dei Comuni interessati, delle associazioni ambientaliste e delle associazioni di categoria».
Insomma tutti d’accordo per un progetto che vuole togliere la terra alle popolazioni che hanno attività produttive in questa. Popolazioni locali, associazioni e amministratori sono pronti a difendere il nostro ambiente con tutte le forze.
Gian Luigi Pittau© Riproduzione riservata