Il precariato senza futuro e senza diritti


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>Quattro giorni per ragionare di sviluppo e disoccupazione.  «Il lavoro di questi giorni è una tappa che non darà subito risultati ma col tempo si potranno avere», ha affermato mons. Filippo  Santori, nel sintetizzare la settimana sociale dei cattolici italiani, tenutosi  dal 26 al 30 ottobre. Alle due giornate conclusive sono intervenuti sia il presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni sia Antonio Tajani, presidente del parlamento europeo.

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Il mondo ecclesiale  ha espresso preoccupazione soprattutto per quella generazione, ormai non più verde, che il lavoro non l’ha mai visto. E Gentiloni ha raccolto l’appello:  <Il precariato senza futuro e senza diritti  è una delle più gravi ferite della nostra società». Per Antonio Tajani «la crisi economica sta migliorando, ma ancora esistono divergenze tra le regioni e disuguaglianze sociale». Entrambi hanno posto l’accento sulla ripresa economica, ma bisogna aspettare che alcune ferite ancora aperte si cicatrizzino, tra queste quella del lavoro.  «Per il lavoro che vogliamo, libero, creativo, partecipativo e solidale», ha affermato mons. Filippo Santoro, «sono state messe le basi per preparare un patto sul lavoro concreto che tuteli il pieno rispetto della persona». Sia a Gentiloni sia a Tajaiani sono stati consegnati un documento con le richieste concrete su sviluppo e lavoro.

Claudio Castaldi

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