«Iniziai quest’attività nel 1985 - spiega la titolare, Claudia Serra - quasi per gioco e priva di alcuna esperienza nel settore: inizialmente sono stata assunta come lavoratrice dipendente, per poi, dopo qualche anno, rilevarne l’impresa. Ho imparato l’arte del settore da autodidatta, affinando i segreti del mestiere nel tempo. Mi sono quindi appassionata sempre più di quel mondo magico che è racchiuso nei fiori che nasconde dentro di sé un significato umano che va ben oltre la loro bellezza e profumi caratteristici. Ho dovuto mettere in gioco tanta creatività per affinare le tecniche nella realizzazione dei servizi floreali richiesti dai clienti: spesso, anche per la grande passione che sempre ripongo in ciò che faccio, ho avuto tante soddisfazioni».
Fra le attività svolte dall’impresa “Il Redentore” vi è anche quella dei servizi funebri che, come spiega la proprietaria, è una parte del lavoro che non potrebbe essere portata avanti senza due virtù essenziali: professionalità e infinita umanità. «La morte è un evento triste e commuovente e, come tale, va gestito con discrezione – continua a spiegare Claudia Serra – mai avrei pensato, quando mi sono avvicinata a questa professione, che il momento dell’ultimo saluto al defunto avrebbe potuto insegnarmi tanto a livello umano. È una fase del lavoro dove i familiari ripongono grandi aspettative verso di me; si crea una sorta di tacito accordo dove loro si attendono che io mi occupi nel migliore dei modi del loro caro. In questo passaggio mi assumo quindi, professionalmente e umanamente, una buona dose di responsabilità: è tuttavia appagante sapere che, soprattutto dopo quei momenti, ho spesso la soddisfazione di ricevere ringraziamenti, sempre commuoventi e personali, dagli stessi familiari del defunto».
«Spero di continuare con quest’attività - conclude Claudia Serra - per ancora tanto tempo; al momento ho anche una dipendente, Simona, che mi dà una grossa mano nella gestione del lavoro che è sempre più complesso per le nuove regole, soprattutto in tema di sicurezza, imposte alle imprese del settore. Al di là di tutto, sono però felice di ciò che faccio e soddisfatta per aver trasformato un semplice gioco in una attività che ho imparato ad amare sino in fondo e che, se ne avrò la possibilità, mi piacerebbe portare avanti per tanto tempo ancora».
Simone Muscas
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