È stato dimostrato per alcune sostanze che esiste una predisposizione genetica al rischio di dipendenza, tuttavia la dipendenza si può attivare anche per persone non geneticamente disposte, e non è un caso che l'insorgere di dipendenze sia molto più correlato a fattori di disagio e marginalità sociale che non a fattori genetici: è infatti comprensibile che chi ha maggior bisogno di evadere da una vita insoddisfacente trovi sollievo nell'uso di sostanze sia legali che illegali, essendo poi queste ultime più facilmente reperibili in contesti sociali degradati.
I meccanismi per cui si instaurano dipendenze anche da fenomeni non chimici (come il gioco d'azzardo o i social media) sono legati a fenomeni assimilabili a quelli chimici, in quanto l'essere umano è essenzialmente un animale sociale che per la propria sopravvivenza necessita di essere parte di un gruppo dove essere riconosciuto e gratificato. Nel caso del gioco, al fatto di aspirare al successo economico - che di per sé nella società dei consumi garantisce un ruolo sociale - si aggiungerebbe il persistere di un istinto di base per la lotta, negli animali legato alla difesa dagli antagonisti naturali, mentre nell'uomo sublimato in una dimensione di aggressività sociale, in questo caso mediata dal gioco: quel che si riassume nella categoria dell'essere vincente.
Così all'essere realmente una persona soddisfatta del proprio ruolo sociale e della propria socialità si sostituiscono palliativi artificiali quali la comunità virtuale ed il successo nel gioco online.
I ragazzi hanno assistito alla conferenza con attenzione ed interesse, sottoponendo allo scienziato i propri quesiti e curiosità, a riprova di quanto tra i giovani, al di là dei luoghi comuni, si avverta la necessità di una corretta informazione su questi temi e quanta importanza sia attribuita verso tali problematiche.
Guido Coraddu
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