Incontro e visione di un cortometraggio contro il bullismo


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>Davanti ad una platea gremita di ragazzi adolescenti, sei classi dell’Istituto superiore “M. Buonarroti” e sette della Scuola Media dell’Istituto comprensivo di Serramanna, è stato affrontato il delicato tema del bullismo e del cyberbullismo. L’intera mattinata di sabato 20 febbraio è stata dedicata ai ragazzi, dapprima informati sulla sofferenza che gli atti di bullismo possono generare sulle vittime ma altresì sulle conseguenze ed i risvolti penali di simili condotte e poi coinvolti direttamente in un percorso di riflessione con la proiezione di un cortometraggio, ideato e diretto dal regista Christian Castangia dal titolo “io bullo”, che ha rappresentato una triste realtà purtroppo diffusa nella società di internet e dei social network, strumenti così utili ma così pericolosi se male utilizzati. Il progetto è stato presentato dall’associazione “Tutto Cambia”, fortemente voluto dalla Commissione Pari Opportunità del comune di Serramanna, che lo ha sponsorizzato con l’adesione di tutti i suoi componenti e subito accolto di buon grado con un gran numero di adesioni dal corpo docente dei due istituti scolastici coinvolti. La proiezione del cortometraggio è stata anticipata dall’intervento dal giovane regista Christian Castangia, di professione docente, che ha illustrato come il film sia il prodotto di un progetto complesso di sensibilizzazione che è stato presentato per la prima volta, con un promo di lancio, il due novembre 2015, anniversario della morte di Pierpaolo Pasolini, richiamato più volte durante la mattina con citazioni tratte da “I ragazzi sono conformisti due volte” del 1975. La visione straordinaria dell’uomo e del giornalista che quarant’anni fa ritraeva un’immagine degli adolescenti attuale tanto ieri quanto incredibilmente oggi “...Essi hanno in mano un’arma potentissima: l’intimidazione e il ricatto. Cosa, questa, antica come il mondo. Il conformismo degli adulti è tra i ragazzi già maturo, feroce, completo. Essi sanno raffinatamente come far soffrire i loro coetanei: e lo fanno molto meglio degli adulti perché la loro volontà di far soffrire è gratuita: è una violenza allo stato puro.” Il professor Davide Granella, dell’istituto Buonarotti, ha invitato i ragazzi a non tacere, siano essi vittime o assistano ad episodi di bullismo, ricordando loro “noi insegnanti non siamo a scuola solo per fare lezione ma per ascoltarvi e vi possiamo aiutare”. Più volte è stata ripetuta l’importanza di rivolgersi agli adulti, a figure di riferimento, siano i genitori, amici, educatori, docenti, sottolineando come la responsabilità del bullismo non sia solo in capo a chi compie l’angheria ma di chi sa e tace e non interviene. Lo slogan di tutto il progetto “non far finta di niente” raccoglie in poche semplici parole la chiave per il superamento di un serio problema, che come ricordato dagli specialisti presenti ha effetti devastanti sui ragazzi, così attratti da internet e così vittime ma come ricordato dal regista “internet usatelo per far crescere in meglio la società, non per distruggerla”. La dottoressa Vacca ha riportato i dati statistici frutto di un lavoro di ricerca ventennale condotto dal dottor William E. Copeland del Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali della Duke University che ha rilevato come il bullismo può portare danni psicologici fino all’età adulta, con sintomi depressivi, ansia, attacchi di panico e pensieri di suicidio. Presente qualche genitore ed uno di essi travolto dall’esperienza negativa subita dal figlio dichiara “si parla ancora troppo poco del problema, oggi era dedicato ai ragazzi ma servono incontri come questo che si rivolgano alle famiglie e a tutti coloro che nella società hanno un ruolo di educatore, dalla scuola allo sport”. La mattinata si è conclusa con la lettura dei pensieri e delle riflessioni che i ragazzi hanno scritto in tanti fogli a loro distribuiti, dopo la visione del cortometraggio; fra questi, uno dei più significativi:“io sono stato vittima di bullismo, ma il bullo è come un uovo, al primo colpo si rompe in tanti pezzetti”. Elena Fadda 05fo- serramanna bullismo taglio

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