È possibile un progetto politico che metta d’accordo europeisti e sovranisti? Si, è fattibile se realizziamo il progetto di Carlo Cattaneo che auspicava, nell’Ottocento, un federalismo europeo, che oggi ci farebbe risparmiare 20/30 miliardi di Euro all’anno. Supervisore delle Sovranità Nazionali [caption id="attachment_70610" align="alignleft" width="300"]
Carlo Cattaneo[/caption]
Il termine democrazia, dal greco dêmos “popolo” e kratéö “comando”, significa potere al popolo, potere nelle mani del popolo, ed è questo che è sempre mancato non solo alla democrazia italiana ma anche alle democrazie europee. A farla da padrone è sempre la classe politica, e i popoli, relegati ai margini della società, da sovrani si sono ritrovati ad essere sudditi di una piccola oligarchia dominante. La Democrazia si basa sui partiti, che sono espressioni ideologiche o di movimenti popolari. Sono le colonne della Democrazia, non possiamo farne a meno. Quello che possiamo fare è trovare un sistema politico in grado di rendere questi partiti dei semplici rappresentanti e non più un potere assoluto al di sopra di tutto e di tutti. Esiste già un sistema del genere, nato agli inizi dell’Ottocento, che possiamo applicare ad un’Europa dei Popoli.
Attualmente la Ue non è il miglior organismo federale esistente, ma con un po' di impegno e buona volontà si potrebbe puntare a migliorarne gli aspetti più negativi, unendoli a quel poco di buono che è stato fatto in questi anni nel contesto europeo. L’Europa di oggi mi fa ricordare i gladiatori nell’arena: Mors tua, vitae mea.
Prendendo spunto da Antoine Laurent Lavoiser “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” si dovrebbe realizzare un’Europa unita per limarne le imperfezioni e porre al centro di esso non improbabili e impresentabili politici ma l’Io cittadino europeo, protagonista e responsabile delle proprie scelte.
Come fare, come rendere il Cittadino italiano, spagnolo, tedesco o belga o francese e tutti gli altri protagonisti, responsabile … Sovrani di sé stessi?
Non è difficile!
Stati Uniti d’Europa
Qualsiasi metodo va bene purché funzioni.
L’idea di realizzare gli Stati Uniti d’Europa non viene da un illuminato politico contemporaneo, ma trae le sue origini da un politico Illuminato nell’Ottocento, Carlo Cattaneo, nato a Parabianco nel 1801 e morto a Castagnola (Svizzera italiana) nel 1869, patriota, filosofo, politico federalista e scrittore.
Il concetto di federalismo secondo Carlo Cattaneo è questo: «il Governo federale, a tipo Svizzero o Americano, affida agli uffici centrali le sole funzioni politiche di interesse nazionale, e riduce al minimo la burocrazia … conserva alle amministrazioni locali, più vicine agli interessati, tutta la vita locale...».
In parole molto semplici, il pensiero di Cattaneo è quello di un governo europeo centrale che lascia alle amministrazioni locali, in questo caso ai Paesi federalisti, la Sovranità di gestire il proprio Paese.
Non solo: Carlo Cattaneo già nell’Ottocento ci aveva indicato la strada per un’Europa federalista in grado, oggi, di sedersi al tavolo dei grandi come Cina, Usa e Russia, senza dimenticare che rappresenta 500 milioni di persone. In Cina ci sono un miliardo e 200 milioni di cittadini; in Usa sono circa 300 milioni, e 150 milioni circa in Russia. Quindi il secondo mercato più grande del mondo.
Confederazione Svizzera
La Confederazione svizzera “nasce” nel 1848, ventisei Cantoni e semi cantoni, otto milioni di abitanti circa, Berna capitale e una Banca Centrale.
La Costituzione svizzera non permette l’elezione di un Capo di governo “superiore” agli altri, in grado di prendere decisioni in totale autonomia, tutto viene demandato al Popolo tramite Referendum senza Quorum.
I Ministri vengono chiamati Consiglieri federali, perché si occupano di dare consigli, suggerimenti.
La straordinaria particolarità del modello elvetico del Consigliere federale che, contrariamente a quanto accade in Europa e nel mondo tutto, è un signor Nessuno. Ovviamente ricopre un ruolo importante per il suo stato, tuttavia non risulta essere un politico strapagato con enormi privilegi e guardie del corpo h24, ma un cittadino comune, con una vita comune e in costante contatto con la gente. Lo incontri sul bus, sul treno e per strada che cammina accanto a te.
È il modello svizzero l’ideale a cui l’Europa dovrebbe puntare.
Ci ho vissuto trent’anni, di cui venti da sposato, e devo dire che è quasi la perfezione di un sistema socio-economico e politico. Anzi, dirò di più: è la Panacea politica.
Gore Vidal:
Perché non dividere il paese in alcune sezioni ragionevolmente omogenee, più o meno sull'esempio del sistema cantonale svizzero? Ogni regione tasserebbe i suoi cittadini e poi fornirebbe i servizi che questi vogliono, in specie per quel che riguarda istruzione e sanità. Washington diventerebbe quindi una capitale cerimoniale con certe funzioni.
Gore Vidal è uno scrittore e saggista americano che da un consiglio al suo paese, di 300 milioni circa, per prendere come esempio il sistema politico ed economico cantonale svizzero, di appena otto milioni di cittadini.
In definitiva Gore Vidal dà ragione a Carlo Cattaneo: un Governo centrale europeo e demandare tutti i servizi ai Paesi confederati europei.
Come fanno i cantoni svizzeri a gestire la totalità dei servizi ai cittadini? Con le tasse. Io pagavo le tasse al comune-cantone. Quanto pagavo? Chiesi ad un amico che lavorava nel settore e mi disse: «Scrivi che, un operaio, paga due mesi di tasse: un mese e mezzo al comune-cantone, il resto allo Stato centrale». Perché in Svizzera i cittadini versano quasi l’80% di tasse al Comune-Cantone? Perché il comune-cantone garantisce tutti i servizi utili al cittadino: la Scuola, la Sanità (che è privata), la Magistratura, le Pensioni, eccetera, eccetera. In questo modo lo Stato Centrale non versa contributi pubblici a nessuno. Stesso discorso si può fare con l’Europa: Noi, attualmente, siamo il terzo paese finanziatore della Ue, versando 12/13 miliardi di Euro all’anno… ma con l’uscita dalla Ue dell’Inghilterra sicuramente verseremo molto di più. Chi usufruisce i maggiori benefici di questa Europa dei 27 Paesi? Sicuramente i sei Paesi dell’Est e alcuni Paesi europei. Quindi ogni Paese confederato versare una piccola quota di tasse all’Europa e tutto il resto rimarrà agli stati sovrani. In questo modo l’Europa non finanzierà nessun paese. Questo si chiama Sovranità economica.
Europa Federalista
Dal Trattato di Roma del 1959, i Paesi aderenti all’Ue hanno rinunciato a una parte della Sovranità … a favore delle banche, dei mercati e poi abbiamo scoperto pure lo Spread che è diventato una spada di Damocle.
Quanto è importante l’Italia per l’Europa? Lasciamo perdere la nostra Storia, che è importante ci mancherebbe altro, e prendiamo l’esempio di quello che è successo tra Hitler e Mussolini. Erano due ridicoli personaggi ma Hitler aveva qualcosa in più di Mussolini. Aveva una intelligenza strategica. Infatti se prendete una sedia e fate finta che sia l’Europa di quei tempi, staccate un piede e sedetevi sopra … è quello che ha fatto Hitler. Se l’Italia non si fosse alleata, Hitler non avrebbe fatto quello che ha fatto.
Io sono convinto che l’Europa dei popoli non è importante ma indispensabile, sotto tutti i punti di vista. Non solo per noi ma per tutti i popoli europei.
Andiamo a vedere come realizzarla.
Prendiamo solo i diciannove Paesi dell’Eurozona.
In Europa si vota con il Proporzionale.
- I diciannove candidati che avranno preso più voti formeranno il Governo, gli altri il Parlamento (Senato e Camera).
- I diciannove del Governo eleggeranno il Capo del Governo seguendo l’alfabeto dei Paesi.
- politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione Europea;
Amedeo Comino[/caption]
Chi è Amedeo Cimino
Amedeo Cimino nasce a Collepasso, in provincia di Lecce, 16.04.1947.
Romano di adozione e con esperienza di vita e di lavoro a Londra, Florida, New York, ha vissuto per trent'anni in Svizzera apprezzandone il sistema socio-economico e politico.
Oggi vive da pensionato ad Arbus.
Nel 1991 pubblica il suo primo libro "La nostra vita" (edizioni Beta).
Dieci anni dopo, siamo nel 2001, Armando editore distribuisce nelle edicole "Italia anno zero".
Segue nel 2011 il libro "In una Democrazia esiste un solo Dio: Il Popolo" (seneca edizioni) con sottotitolo "Un'altra Italia oggi è possibile".
© Riproduzione riservata