di Fabiola Corona
Si è tenuta, nel cortile dell’Istituto Comprensivo di Sanluri, la corsa campestre organizzata dalle professoresse Maria Giovanna Sanna e Rosa Santini, e che ha visto la partecipazione dei ragazzi della scuola secondaria di I grado. Una parvenza di normalità in un anno scolastico complicato per i ragazzi, limitati nelle loro attività quotidiane dalle restrizioni vigenti contro la diffusione del Covid-19.
Proprio il mondo della scuola, e quello dello sport, sono infatti le due realtà, attorno a cui si muove la vita dei giovani, che hanno subìto più modifiche dalle direttive ministeriali, come racconta la professoressa di Educazione Fisica, Maria Giovanna Sanna: «Abbiamo delle indicazioni ministeriali a cui dobbiamo attenerci rigorosamente. Il modo di insegnare Educazione Fisica è certamente cambiato, ad esempio siamo molto limitati per quanto riguarda gli sport di contatto perché i ragazzi non possono passarsi la palla tra loro. Si privilegia invece il lavoro individuale e per quanto riguarda gli sport di squadra, come il calcio o la pallavolo, si lavora sui fondamenti personali come per esempio il tiro. Tutte le discipline atletiche si svolgono dunque senza che ci sia contatto da mano a mano. In questa situazione i ragazzi risentono il non poter fare attività di gruppo, come una partita a calcio, per questo motivo abbiamo deciso di dare una parvenza di normalità ai ragazzi, privati dal fare tante cose, organizzando una corsa campestre».
La corsa campestre, che gli scorsi anni era inserita all’interno di una gara che si estendeva poi anche a livello provinciale, si è tenuta all’interno del cortile della scuola dove è stato predisposto il percorso di gara. Qui, nel rispetto del distanziamento, si è proceduto per una suddivisione in più turni, seguendo l’ordine delle classi, in modo da non creare assembramenti.
A consegnare i premi ai vincitori è stata la dirigente scolastica, Cinzia Fenu: «È stato veramente emozionante vedere tutti i ragazzi impegnati in un’attività come questa, è stato un tornare alla normalità, condividere un momento di gioia. Mi è tornata alla memoria la frase del famoso film, Forrest Gump, “corri, Forrest, corri”: l’amica, così come la mamma di Forrest, hanno creduto talmente tanto in lui che è riuscito a fare tutto ciò che voleva, nonostante la sua disabilità. Penso che se si crede tanto nei ragazzi, loro diano il meglio di se stessi. Vedere i ragazzi contenti ed entusiasti è stata una boccata d’aria fresca in un tempo così buio qual è quello che stanno vivendo. La scuola può molto, se vuole, affinché i ragazzi credano in se stessi».
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