Tra i paesaggi selvaggi della Sardegna, attraverso gli occhi e la curiosità di Alessandra, una bambina con la capacità di vedere i fantasmi, il film tra l’onirico e il reale è un racconto sulla perdita e sul desiderio ostinato di trattenere chi non c'è più. Al centro della storia il delicato rapporto tra genitori e figli e la forza salvifica dell'amicizia: perché, anche quando tutto sembra perduto, un vero amico può indicarci la strada verso la luce.

Il film è una produzione Mommotty in associazione con Terra de Punt ed é realizzato con il contributo della Regione Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission – Fondo Sardegna Ospitalità, con il sostegno del Comune di Cagliari – Film Commission Fondazione di Sardegna.
SINOSSI
All'inizio dell'estate, sulla riva del lago dove giocano da sempre, Alessandra e Matteo trovano una vecchia barca e decidono di rimetterla in sesto. In seguito a una sfida coi bulli del paese, Alessandra deve dimostrare il proprio coraggio: varcare la soglia della casa maledetta che tutti temono. Da quel momento Alessandra scopre di avere un dono inquietante: riesce a vedere i morti. Ha undici anni. Da quando la madre è scomparsa, vive sola con il padre, un musicista jazz, in una vecchia casa padronale ai margini del mondo dei vivi, a guardia dei campi. Donne in nero che ridono, uomini spettrali che affiorano dall'acqua del lago, bambini senza nome fermi sotto il sole: da quando il suo sguardo è cambiato, Alessandra vede presenze ovunque, sempre più nitide, sempre più opprimenti, nella luce spietata dell'estate.
Eppure, l'unico fantasma che non le si manifesta è proprio quello di sua madre.
Spinta dal bisogno di capire il proprio passato, e nel disperato tentativo di restare ancorata alla realtà, Alessandra cerca aiuto nel suo amico Matteo. Ma i due non riescono più a comprendersi, e anche lui si allontana. Rimasta sola, attratta dai riflessi luminosi del regno dei morti, si lascia scivolare troppo a fondo in quell'altra realtà, sempre più lontano da casa, fino al confine che nessuno dovrebbe mai attraversare.
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