di Lorenzo Argiolas
Parliamo ancora una volta di opere pubbliche. Nella fattispecie trattiamo l’argomento relativo alla nuova circonvallazione di San Gavino o, meglio, il completamento di quella già esistente che abbraccia la statale 197 (la strada per Guspini), passando poi per la nuova rotonda di via Villacidro, e si riallaccia con la rotatoria per Sanluri, e con la complanare che arriva fino alla stazione ferroviaria e alla rotatoria di Via Pascoli. Una nuova bretella, dunque, che dovrebbe sorgere a Nord- Ovest del paese. L’opera in questione venne finanziata dalla Regione Sardegna, nel 2019, per 3 milioni e 270 mila euro. L’occasione mi è gradita anche per togliermi qualche sassolino dalle scarpe. Allora ero consigliere comunale di minoranza e quando mi venne chiesto un parere in merito all’opera e al suo finanziamento mi pronunciai favorevolmente dopo aver consultato alcuni tecnici e, soprattutto, in virtù del fatto che il consiglio comunale aveva appena approvato all’unanimità il PUMS, Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, che avrebbe migliorato la qualità del traffico urbano nel nostro comune. Nel marzo di quell’anno uscì un articolo sulla stampa locale che fece indignare alcuni personaggi politicamente vicini al sottoscritto (o perlomeno così pensavo). Tali personaggi ritenevano che mi fossi arrogato il diritto di prendere una posizione senza averli interpellati e mi definivano “traditore”, in quanto quella mia uscita significava la condivisione di un percorso politico insieme all’assessore ai lavori pubblici di quella giunta. Non mi interessa più entrare in polemica con certi personaggi, che poi si sono liberamente alleati a chi faceva loro più comodo, dato che mi hanno fatto perdere tempo e non solo, ma oggi vorrei ribadire a chi impartisce lezioni di coerenza che io sono rimasto sempre dalla stessa parte, con le mie idee e la mia visione per il mio paese, altri non so. Tornando all’opera in sé. È malata, dal mio punto di vista, l’idea secondo cui sarebbe meglio se chi viene da fuori paese debba necessariamente entrare a San Gavino perché costretto. Ben più sensata, invece, mi sembra l’idea di alleggerire il traffico urbano attraverso un’opera che consentirebbe la realizzazione di una sorta di raccordo che permetta di raggiungere comodamente i servizi primari presenti nel nostro comune. Il mercato immobiliare e il commercio sangavinese sono in crisi da decenni, per cause sicuramente non riconducibili a un cambiamento simile che, anzi, porterebbe beneficio alla nostra comunità. Oggi, però, la maggioranza si dichiara pronta a modificare quel progetto attraverso il rifacimento della strada, già esistente, che va dall’ex passaggio a livello di via Pabillonis e si ricongiunge con la via Tuveri, la più nota “strada della fonderia”. Al di là del fatto che mi pare strano come un finanziamento regionale possa essere dirottato sul rifacimento di un’opera già esistente, la quale magari aveva, ed ha, la necessità di manutenzioni cicliche da parte dell’amministrazione. A prescindere da chi appoggia l’una o l’altra visione (senza scomodare la conoscenza della lingua italiana) buttare alle ortiche un’occasione del genere, senza alcun approfondimento, non credo voglia dire tutelare il territorio per motivi ambientali e culturali (?), quanto dimostrare, ancora una volta, l’assenza di una vera e propria idea per il futuro di San Gavino. E quando parlo di futuro non intendo domani mattina…
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