Rossella Pinna[/caption]
Avremmo potuto esserlo, protetti, se si fossero fatte rispettare le regole, se si fossero attuati i controlli in arrivo, magari spendendo qualche risorsa regionale e non ingaggiando contenziosi col Governo per improbabili passaporti sanitari, se si fosse predisposto un piano di emergenza sensato invece che andare alla cieca e spostando anestesisti, medici e infermieri tanto da far impallidire pure l’armata Brancaleone, sguarnendo le emergenze e bloccando, di fatto, tutta l’offerta sanitaria degli ospedali pubblici: dalle radioterapie, alle visite specialistiche, alle diagnosi precoci e scaricando sul privato convenzionato, che oggi, esaurito il budget, è costretto a far pagare pure gli esenti ticket».
«Non era prevedibile ?» Ad agosto vi abbiamo allertato preoccupati, rivolgendovi accorati appelli: l’abbiamo fatto in aula, l’abbiamo fatto con interrogazioni, mozioni, comunicati stampa, l’hanno fatto i sindacati, i sindaci. Ma non avete voluto ascoltare, anzi, infastiditi ci avete risposto che stavamo strumentalizzando e che i sindaci dovevano smettere di creare allarmismi. In effetti eravate troppo occupati a creare le 8 Asl e a moltiplicare le poltrone!»
«Non era prevedibile?»
La Politica deve prevedere, deve programmare. E se è vero che paghiamo decenni di tagli, di mancati investimenti in sanità e sulle scuole di specializzazione è anche vero che avete avuto il tempo di costruire, ieri, adesso, oltre che la sanità di oggi anche quella di domani, quella che dovrà affrontare oltre al Covid l’emergenza sanitaria che verrà dopo e che sappiamo già da ora ci sarà.
«Non era prevedibile?»
«Dopo questo, Assessore, abbia un sussulto di dignità, per il bene dei sardi, si faccia da parte».
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