«La Corte costituzionale ha annullato i decreti del Ministero dell’Ambiente su alcuni grandi impianti agrivoltaici nelle province di Oristano e Sassari. Quei decreti erano stati adottati ignorando la nostra legge regionale sulle aree idonee e non idonee. Il principio che la Consulta afferma è netto: finché una legge regionale è in vigore, lo Stato deve applicarla. Non può aggirarla».
Con queste parole la presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, ha commentato la decisione della Corte costituzionale che ha annullato sei decreti ministeriali relativi a impianti agrivoltaici.
Secondo Todde, la sentenza riconosce il ruolo della Sardegna nella gestione della transizione energetica e ribadisce la necessità di rispettare la normativa regionale vigente.
«La transizione energetica va fatta insieme ai territori e alle comunità. Con regole chiare, rispetto del suolo e del paesaggio, tutela delle aree agricole. Deve ridurre le bollette, creare sviluppo, portare vantaggi reali a famiglie e imprese», ha dichiarato la presidente.
Todde ha inoltre ribadito il sostegno della Regione alle energie rinnovabili e all’energia pulita, richiamando gli investimenti sull’autoconsumo, sull’efficientamento energetico e sulle comunità energetiche.
«Allo stesso tempo siamo contro la speculazione, contro chi vuole sfruttare il territorio senza creare vantaggi reali per i sardi», ha aggiunto, concludendo che «la Sardegna farà la sua parte, con equilibrio e responsabilità, e non accetterà alcuna imposizione».
Sul tema è intervenuta anche l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, che ha evidenziato le implicazioni della decisione sul piano delle procedure autorizzative ambientali e della tutela del territorio.

La sentenza riguarda infatti il funzionamento delle procedure autorizzative ambientali e annulla sei decreti ministeriali adottati senza applicare la normativa regionale vigente sulle aree idonee e non idonee agli impianti da fonti di energia rinnovabile.
Secondo quanto riferito dall’assessora, il Ministero avrebbe disapplicato per 16 mesi la legge regionale n. 20 del 2024, ritenendola incostituzionale nelle sedi istruttorie alle quali aveva partecipato anche l’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente. Da qui il ricorso per conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale.
«La Corte costituzionale chiarisce un principio essenziale: le procedure autorizzative ambientali non possono svolgersi prescindendo dalla normativa regionale vigente. L’autorizzazione serve a verificare la compatibilità concreta di un progetto con il contesto in cui si inserisce — suolo, paesaggio, habitat, equilibrio agricolo, vulnerabilità ambientale — e questo giudizio non può essere reso ignorando gli strumenti normativi adottati dalla Regione», ha dichiarato Laconi.
L’assessora ha inoltre sottolineato come la pronuncia confermi la necessità di inserire la transizione energetica all’interno di un quadro di regole certe e di governo del territorio, definendo la decisione della Consulta «una vittoria non solo per l’ambiente, ma soprattutto per l’autonomia regionale».
«La sentenza non rallenta la transizione energetica: al contrario, ne rafforza la solidità amministrativa e giuridica. Un procedimento costruito senza considerare la pianificazione territoriale è un procedimento più esposto al contenzioso e più fragile sotto il profilo della legittimità», ha aggiunto.
La pronuncia si inserisce inoltre nel solco della sentenza n. 184 del 2025 della stessa Corte costituzionale, che aveva confermato la competenza legislativa regionale nell’individuazione delle aree idonee e non idonee.
«La Corte oggi annulla sei progetti rispetto ai quali l’Assessorato aveva espresso un motivato parere contrario. Il principio è ora chiaro: le norme regionali devono essere applicate. Se il Ministero non modificherà le proprie decisioni, la Regione impugnerà anche gli altri decreti già emanati e quelli futuri», ha concluso Laconi, ringraziando inoltre l’ufficio legale della Regione per il lavoro svolto davanti alla Corte costituzionale.
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