“La giunta non garantisce i servizi ai cittadini”


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>Duro attacco alla giunta Ecca per la gestione del personale e per i servizi ai cittadini non più garantiti. «Giunta assente in comune e ora porte chiuse ai cittadini che si recano all’ufficio anagrafe». Questo si legge in una nota stampa recentemente resa pubblica dal gruppo consiliare Arbus civica che con firma dei propri rappresentanti in consiglio comunale Michela Dessì, Paolo Salis, Gianni Lampis e Alessandra Peddis denunciano la pessima gestione del personale e la scarsissima qualità nei servizi erogati. La goccia che ha fatto traboccare il vaso si ha con l’improvvisa chiusura al pubblico del servizio anagrafe nei rientri pomeridiani del 27 gennaio e 3 febbraio. «La giunta Ecca - continua la nota stampa di Arbus Civica - oltre a perseverare nella sua latitanza politica ed amministrativa negando finanche il ricevimento dei cittadini negli orari indicati nel sito istittuzionale, a causa sia del trasferimento di una unità lavorativa presso l’ufficio tecnico sia per il mancato rinnovo annuale del comando del funzionario regionale, estende i disservizi alla comunità chiudendo al pubblico l’ufficio anagrafe comunale. È palese quindi come le politiche a favore del personale che garantiscono parametri di efficienza ed efficacia dei servizi rivolti ai cittadini non rappresentino una priorità per l’attuale giunta comunale». Un problema questo di grande attualità più volte contestato dai cittadini di Arbus, e non solo, a cui di fatto viene parzialmente negato attraverso gli orari molto particolari degli uffici - aperture a giorni alterni e per pochissime ore al giorno - il diritto universale del servizio in tempo reale. Un enorme disagio che potrebbe configurarsi in una vera e propria “interruzione di pubblico servizio”. Disagio al quale finora l’amministrazione comunale a cui compete il compito di organizzare e garantire al meglio i servizi ai cittadini non è riuscita a dare soluzione. Situazione davvero ingiustificabile in una realtà come Arbus cui fanno capo oltre le frazioni di Ingurtosu e Sant’Antonio di Santadi, parte di Montevecchio, gli insediamenti turistici nelle marine, abitati anche nel periodo invernale, la casa di reclusione di Is Arenas e numerose case sparse e coloniche distribuite in tutto il territorio distanti dal paese anche una quarantina di kilometri. Il cartello affisso all’ingresso dei locali comunali parla chiaro: si serve il pubblico dalle ore 10.30 alle 12.30 a giorni alterni con due rientri pomeridiani (solo anagrafe e ufficio tecnico) settimanali di qualche ora. Insomma il back-office supera di gran lunga il front-office così per l’anagrafe, come per l’ufficio tecnico, per i tributi, per i servizi sociali e per la polizia municipale. I cittadini nel frattempo si lamentano anche se nessuno poi se la sente di esporsi direttamente, limitandosi solo a qualche colorita battuta. Un problema questo che nulla a che vedere con le scarse risorse di cui dispone il comune o col patto di stabilità che ingessa gli investimenti o con la pianta organiche ridimensionata. Il fastidioso campanello d’allarme segnalato nella nota stampa e il malcontento dei cittadini (che poi sono i contribuenti) merita senz’altro maggiori attenzioni e appare di facile soluzione. Magari con più razionalità e soprattutto tanto buon senso. Gianni Vacca download

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