La piscina comunale? Una grande incompiuta


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>Era il sogno di molti villacidresi: avere una grande piscina per praticare tante discipline sportive. Que sto sogno sembrava destinato a diventare realtà, ma ad oggi la piscina comunale di Is Begas a Villacidro rischia di restare un’opera incompiuta. Dopo tre anni di fermo dei lavori, il Comune sembra avere avviato le procedure per la rescissione dal contratto con l’Associazione temporanea d’impresa Villacqua, incaricata della costruzione e gestione del megaimpianto.” Il megaimpianto di “Is Begas” è il progetto di un centro in acqua polivalente dimensionato per un bacino di 100.000 abitanti, in grado di ricoprire le esigenze di tutto il Medio Campidano. E a riflettere sulla reale fattibilità di questo progetto ci hanno pensato i componenti di Assemblea Permanente Villacidro che ha deciso di creare un progetto politico per le prossime elezioni amministrative del 2016. LA STORIA Paolo Fusaro, responsabile dell’ATI, ricorda che nel 2007 il progetto dal costo di oltre 4 milioni di euro era assolutamente sostenibile ed aveva ricevuto il placet degli istituti di credito. «Poi - spiega Paolo Fusaro - sono cambiati gli scenari e le banche hanno preteso maggiori garanzie sostenendo che per tenere in piedi una struttura così articolata servono numeri sicuri di utenti, convenzioni firmate e impegni sulla carta. Presupposti che solo il Comune e Asl in questo momento potrebbero assicurare». Per i componenti di Assemblea Permanente il Comune di Villacidro aveva già a disposizione un altro progetto per una piscina dal valore di circa un milione e mezzo di euro e l’amministrazione disponeva dell’intera copertura finanziaria per la realizzazione: «Nella delibera numero 22, del 27 aprile 2005, - rimarcano - durante la seduta del consiglio comunale per l’approvazione della realizzazione del centro in acqua, si può leggere questa giustificazione da parte dell’assessora ai Lavori Pubblici sul cambio di progetto: “La decisione di costruire un impianto di tali dimensioni è derivato dall’aver tenuto conto che creando una piscina tradizionale si sarebbe entrati in concorrenza con analoghe strutture esistenti in altri paesi, come ad esempio Serramanna e San Gavino. Ciò avrebbe creato una potenziale condizione di fallimento delle attività delle strutture già esistenti e di mancato funzionamento della struttura che si intende realizzare». In sostanza, nel 2005 l’assessora ai Lavori Pubblici, Teresa Pani, valutò che una piscina comunale fosse troppo piccola e appoggiò un progetto molto più ambizioso che, ad oggi, possiamo definire fallimentare». PROGETTI FALLIMENTARI Negli ultimi decenni, centinaia di milioni di euro sono stati dirottati su Villacidro per finanziare progetti ambiziosi come questo Centro in acqua multifunzionale o l’Ippodromo: «Tuttavia nelle statistiche nazionali - spiegano i componenti di Assemblea Permanente - questo risulta essere il capoluogo più povero d’Italia! Alla luce di questo, ci chiediamo come mai la crescita politica degli amministratori in questione non proceda alla pari con la crescita umana in saggezza e lungimiranza. Dal nostro punto di vista per la piscina sarebbe bastato mettere da parte il mercato, i finanziamenti, le altre strutture, forse anche il proprio ego, e realizzare una struttura sufficiente alle esigenze della propria cittadinanza, con umiltà e spirito di servizio». (g. p.) 06fo- Villacidro Piscina Comunale taglio 1a

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