La scommessa di Andrea Marrocu


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>È rimasto senza lavoro dopo tanti anni passati all’Alcoa, ma non per questo è rimasto con le mani in tasca. Così Andrea Marrocu, 49 anni, ha aperto una partita iva e si è rimesso in gioco come libero professionista creando l’impresa “Aemme service”. «Ho deciso di crearmi un lavoro come consulente aziendale, offro anche servizi di fotografia professionale, di drone con geolocalizzazioni e sopraluoghi, servizi turistici e paesaggistici, monitoraggio e rilevamento, hardware e software. Come consulente mi rivolgo anche ad aziende di medie e grandi dimensioni, dai 40 in su. Tutto questo si può fare anche in ambito industriale, ma il Medio Campidano come il Sulcis è ormai un cimitero di fabbriche. Se qualche azienda ha necessità di un consulente io sono pronto. Ho lavorato nell’ufficio acquisti della Cermed per 16 mesi e mi sono occupato di approvvigionamenti e gestione dei magazzini».

17fo- san gavino andrea marrocu taglio

Andrea Marocu ha lavorato per ben 25 anni all’Alcoa: «Nel 2012 come tutti gli altri ex dipendenti sono stato fatto fuori. Il nostro territorio è alla morte, di grandi aziende non è rimasto quasi niente. In cinque anni avrò mandato 350 curricola, ma quasi nessuno mi ha risposto. Sono un le faremo sapere. Unica speranza è questa: mettermi in proprio e per questo ho aperto una partita iva. Oltre che per le aziende posso lavorare anche per le amministrazioni,comuni, province. Sono un perito elettrotecnico con tante esperienze lavorative ma oggi esistono solo le politiche giovanili. Io, come tanti altri, sono troppo grande per le politiche giovanili, ma troppo giovane per poter andare in pensione».

E per Andrea Marrocu il  mondo può essere raccontato in immagini e in una foto. Nella sua casa custodisce un grande tesoro fatto di emozioni, sensazioni, volti e ritratti. «La fotografia - spiega - permette di far vedere agli altri una propria interpretazione del mondo. San Gavino Monreale potrebbe essere valorizzata molto di più partendo dai suoi monumenti. Si potrebbero fare concorsi e mostre di fotografie per arricchire il paese. Per me fotografare, come diceva Henri Cartier-Bresson, è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere».

Gian Luigi Pittau

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