di Dario Frau
Francesco Cossu, nato il 20 luglio del 1928, è uno dei sarti importanti che, per alcuni anni, operò a Pabillonis.
Da piccolo, nei primi anni quaranta, frequentò, come apprendista, la sartoria di Benigno Frau, il più famoso mest’e pannu del paese.
Qui apprese tutti i segreti di come si confeziona un abito e la modalità del cucito per realizzare pantaloni da lavoro in fustagno, gilet e rattoppare indumenti consunti e rovinati.
Si mise in proprio, e all’inizio lavorò in un locale della casa paterna in via Mazzini.
Poi si stabilì in una casa di via Lamarmora: «Era una piccola casa composta da una stanza, una cucina, un solaio e un cortiletto. Avevo 13 /14 anni, quando frequentai la sua bottega; mestu Franciscu era una persona tranquilla e competente, seguivo le sue indicazioni e apprendevo facilmente. I primi tempi m’insegnò come prendere e usare l’ago, per questo motivo mi legava il ditale (bucato) al dito, e poi piano piano, appresi i primi elementi di cucitura», racconta Angelo Zurru che diventò poi un validissimo sarto.
In effetti la “scuola” di Franciscu Cossu era efficiente e metteva a proprio agio gli apprendisti che s’impadronivano dei segreti dell’arte del cucito.
Intanto, mestu Franciscu, ritenendo il locale poco idoneo, trasferì la sartoria in via San Giovanni, angolo via IV Novembre, strada per la stazione ferroviaria, dove precedentemente aveva lavorato Modesto Muru, un altro sarto del paese. Qui lavorò alcuni anni, ma anche il sarto gentile e raffinato, benché bravo e competente, non poté resistere alle pressioni del nuovo sistema produttivo e consumistico, chiamato “boom economico”.
Il lavoro manuale dei sarti venne meno e Franciscu dovette abbandonare il mestiere, che amava tanto ed emigrare in Francia a lavorare. Dopo alcuni anni tornò, in Italia, e a Cagliari si sposò in seconde nozze, con signora Rosaria.
Venne assunto come collaboratore scolastico e si costruì anche la casa nel paese natio, in via Colombo: non era raro qui, in certe occasioni, quando era in pensione, vederlo intento a qualche lavoretto di cucito per la famiglia, forse per non dimenticare la professione di mest’ e pannu che aveva tanto amato.
Morì il 22 maggio del 2011, all’età di 83 anni.
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