Ad ogni modo, l’obiettivo principale che vuole raggiungere il genitore alienante è quello di ottenere l’interruzione immediata delle visite dell’ex-coniuge e raggiungere l’affidamento esclusivo per danneggiare e punire l’ex coniuge.
Il bambino affetto da PAS idealizza in modo assoluto il genitore affidatario e si schiera completamente dalla sua parte, confermando e sostenendo ogni suo ipotetico dubbio o sospetto. Il rifiuto totale del genitore perseguitato è motivato da accuse deboli o addirittura assurde, utilizzando a volte il linguaggio del genitore alienante. I figli vittime di questo meccanismo si sentono legati da un conflitto di lealtà verso entrambi i genitori e quindi sono tormentati dal senso di colpa sviluppando problemi d’identità e diverse problematiche nelle successive relazioni affettive.
Ma quali sono i segnali utili per capire quando stiamo assistendo ad un fenomeno di questo tipo?
Uno dei segnali più chiari è il cambiamento comportamentale improvviso e ingiustificato del bambino nei confronti del genitore bersaglio, con il quale prima aveva un buon rapporto affettivo.
Si tratta quindi di un meccanismo che danneggia e osteggia il “genitore bersaglio” e quindi che mina alla relazione genitore-figlio, convincendolo che l’ex-coniuge non è affidabile e che schierandosi con lui rischia di perdere anche la relazione col “genitore alienante”.
Questo ha delle grandi implicazioni a livello affettivo e psicologico per il figlio, e per questo è importante identificarlo il prima possibile per permettere un intervento agli specialisti e garantire al minore un adeguato accesso al genitore “alienato”.
Dott.ssa Marianna Chessa
Psicoterapeuta-Criminologa
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